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Mkhitaryan: "Voglio giocare ancora a lungo ma dipenderà da molti fattori"

di Marco Campanella

Henrikh Mkhitaryan è senza dubbio il più grande calciatore della storia dell'Armenia. Il fantasista della Roma vanta 94 presenze in Nazionale, con cui ha segnato 31 gol. Ex di Borussia Dortmund, Shakhtar Donetsk, Manchester United e Arsenal, Mkhitaryan ha rilasciato una lunga intervista a Sport1, in cui ha affrontato vari argomenti:

Il Mondiale per l'Armenia:
"Il Mondiale per noi è un sogno. Abbiamo avuto una possibilità, ma abbiamo rovinato tutto. CI sono molti giovani interessanti e spero che un giorno possano realizzare il nostro grande sogno e rendere orgogliosa la gente del nostro Paese".

L'esperienza in Germania:
"Ho ancora molti contatti. Non dimenticherò mai il periodo trascorso a Dortmund, è stato il momento migliore per me come calciatore. Sono ancora grato a Jürgen Klopp, al club e ai miei ex compagni di squadra per avermi aiutato. Mi hanno reso il calciatore che sono oggi. Sono stati tre anni davvero speciali. Una cosa è certa: tornerò a Dortmund prima o poi, non so se da giocatore, ma sicuramente da spettatore! Giocare a Dortmund, davanti al muro giallo, è pazzesco, il sogno di tutti. I miei compagni di squadra in Armenia e alla Roma mi chiedono com'è giocare davanti a quegli 81.000 spettatori. Sono orgoglioso di aver fatto parte della storia del Borussia Dortmund. Il 'muro' è stato fondamentale, decisivo per il mio trasferimento: nel 2012 ho giocato a Dortmund in Champions, con lo Shakhtar; dopo quella partita dissi subito a Mino Raiola che avrei voluto giocare lì. Dopo alcuni mesi ho ricevuto l'offerta, è stato pazzesco".

Il trasferimento allo United:
"Sono state dette molte sciocchezze. La decisione è stata presa da me e dal club ma ovviamente ci sono cose che non sono andate bene e che voglio tenere per me. Quando ho sentito che il Manchester United era interessato a me, volevo andarci. Giocare in Inghilterra è sempre stato il mio sogno ma la gente ha pensato che l'avessi fatto solo per soldi. È una sciocchezza! Non ho mai giocato a calcio per soldi, altrimenti sarei andato in Russia o altrove. Ero felice a Dortmund, ma a volte devi prendere decisioni difficili e ascoltare il tuo cuore. Il club era quasi in bancarotta, ora è uno dei più grandi d'Europa. Watzke ha fatto un lavoro incredibile. Il BVB tira fuori sempre dal cilindro grandi talenti. Auguro a lui e a tutto il club tutto il meglio".

Haaland o Lewandowski:
"Sono giocatori diversi, è difficile fare un confronto. Ho giocato con Lewandowski per un anno, ma mai con Haaland. Robert è fantastico, le sue ultime due stagioni sono state semplicemente 'wow!'. Ma il futuro appartiene ad Haaland. Sono entrambi grandi. Il Pallone d'Oro? Robert se lo merita di nuovo. Ma sono sicuro che un giorno Haaland vincerà questo premio. Ha tutto per diventare il miglior attaccante del mondo".

I pregi di Raiola:
"È sempre onesto, dice quello che pensa e lo fa davanti, mai alle spalle. Lo conosco da nove anni ormai: è il mio consigliere, ma anche il mio migliore amico. Posso sempre chiamarlo. Mi elogia dopo le buone partite ma quando gioco male mi chiama e dice 'Henrikh, che razza di stronzate hai fatto?'. È davvero fantastico, è il miglior agente del mondo. Per lui è importante che i giocatori siano felici. Se non è così, ti porterà da qualche altra parte".

Il futuro:
"Voglio giocare ancora a lungo ma dipenderà da molti fattori. A una certa età non è più così facile prendersi cura del proprio corpo. La mia testa mi dice che posso gestire facilmente altri cinque o sei anni. Spero che anche il mio corpo possa farlo. Ma so che non mi resta molto tempo. Quindi mi godo ogni secondo. Chissà quando finirà...".


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