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Mourinho: "I calciatori in tribuna? Messaggio importante, per me è difficile perdonarli ma proverò a recuperarli"

di Marco Campanella

Al termine della gara Roma-Napoli, ha parlato José Mourinho

José Mourinho a DAZN

Come vede il primo pareggio in campionato?
“Per me è stata una grande partita, ho avuto la sensazione che con tutta la pressione sia stata una gara di alto livello. Lo 0-0 mi sembra buono, come poteva essere 1-0 per noi o 0-1 per loro. La gara è stata dura per tutte e due le squadre, c’è stata intensità, tanta concentrazione, nessuna paura e rispetto da tutte le parti. Abbiamo chiuso le transizioni e i contropiede, è stata una partita di alto livello”.

La fase difensiva?
“Meno male che non hai visto la partita di Bodo… Penso che i due terzini stiano migliorando, la copertura di Veretout e Cristante è molto buona, uno si sente meglio nell’uscire a pressare e l’altro dà copertura. Per noi era importante anche il lavoro di Zaniolo e Mkhitaryan, per la posizione di Fabian che è importante per loro abbiamo giocato con un 4-4-2 difensivo, abbiamo pressato ed è stata una partita molto intensa. Ho visto una stanchezza che mi piace, di gente che ha lavorato tanto, loro giocano molto con Osimhen, è stata una partita dura, abbiamo avuto le nostre occasioni ed è stata una partita che è quasi unica, siamo stati espulsi io e Spalletti”.

Perché è stato espulso?
“Non ero contento per una decisione, ma non ho detto altro. Io e Spalletti siamo stati espulsi ma non penso che si possa dire che l’arbitro abbia diretto male, ha fatto un lavoro positivo ed equilibrato. Non andiamo a casa felici felici, però c’è la sensazione che il risultato sia giusto”.

Avete provato a vincerla sino alla fine?
“Abbiamo fatto una ca**ta giovedì e avevamo un peso diverso, poi non è facile giocare contro il Napoli, questa è una partita dove devi essere umile e riconoscere la forza dell’avversario, volevano vincere ma anche noi. La verità è che è un pareggio per 0-0 ma in panchina c’è la sensazione che sia stata una partita logorante”.

Cinque calciatori in tribuna?
“Mi hai lasciato in una situazione difficile… Sono cose di spogliatoio, sono messaggi che riguardano performance negative, è un messaggio per me importante. Ci sono partite e partite, sicuramente avete fatto dove avete fatto partite dove siete tornati a casa arrabbiati, però la partita rimane nella mia storia e mi rimane difficile perdonarli”.

Conta di recuperarli?
“Certo, non hanno una croce davanti alla faccia”.

Ti è piaciuta la Roma più oggi o contro la Juventus?
“Sono state due partite diverse, abbiamo dominato maggiormente contro la Juventus, più controllo nella palla ma abbiamo giocato meno in transizione perché la Juventus ti pressa meno rispetto al Napoli, con la Juventus mi è piaciuta la personalità e la capacità di dominare il gioco, oggi mi è piaciuta l’organizzazione e abbiamo controllato Osimhen che non è facile, abbiamo anticipato molto bene questo. Sono state due partite che mi danno la sensazione che la nostra squadra di 11-12-13-14 giocatori mi piace veramente e c’è materiale umano per lavorare e imparare. Abbiamo giocato con due delle tre-quattro squadre più forti d’Italia, solo un punto ma ce la siamo giocata”.

Che vi siete detti con Insigne?
“Ho scherzato con Insigne, che è un ragazzo simpatico, gli ho detto che deve giocare di più e lamentarsi di me. Abbiamo parlato un po’ misto tra napoletano e italiano (ride, ndr). Torno a casa con la sua maglia”.

José Mourinho in conferenza stampa (a cura dell’inviato all’Olimpico Gabriele Chiocchio)

Tante cose positive. Cosa le è piaciuto di più?
“La partita. Secondo me una partita di alto livello, ed è possibile quando due squadre giocano ad alto livello. Partita tattica, fisica, con qualche difficoltà tecnica, ma su quel campo lì non è facile. C’è qualcosa che non si capisce, il campo è bello perché la sabbia è verde. È pieno di sabbia verde. Dalla tribuna sembra bello, ma lì… è duro. Però gran partita. Risultato magari corretto, ovviamente ci sono state delle opportunità per segnare e per vincere per entrambe, ma una partita in cui abbiamo finito tutti stanchi per l’intensità, la durezza, l’aggressività, la voglia di vincere e non accettare il pari. Quello che era diverso è che loro arrivavano al top, mentre noi dalla sconfitta a Torino e dal disastro di giovedì. Il controllo emozionale, la forza psicologica di entrare in campo  col peso di quella sconfitta, questo mi è piaciuto. Abbiamo giocato partite difficili, penso che meritiamo più dei punti che abbiamo, ma siamo lì. Dobbiamo continuare a lavorare, mercoledì a Cagliari sarà dura”.

Le due partite giocate alla pari con Juventus e Napoli danno consapevolezza? 
“Mi piacerebbe avere oggi al minuto 70 due terzini freschi, veloci, intensi, per cambiare la partita e non li abbiamo. Mi piacerebbe avere altre cose che non abbiamo. Però l’ho detto ieri, non le abbiamo perché abbiamo speso tanti soldi per pulire di poter convertire tutto sulla costruzione. Abbiamo una rosa dicotomica, dobbiamo gestirlo. Se vuoi sapere chi gioca mercoledì a Cagliari, te li dico già: la stessa di oggi”.

Oggi Gasperini ha sollevato un problema, ha detto di essere stato espulso senza motivo. Qual è la situazione?
“Di solito solo un allenatore viene espulso, l’altro è contento. Oggi siamo stati espulsi entrambi. Magari arrivo a casa, analizzo la partita e ho una visione diversa, ma la visione è che abbia fatto un lavoro positivo. Se sono l’arbitro vengo da me e mi dico di smetterla, la prima volta che mi ha visto mi ha ammonito, alla seconda volta non ho neanche protestato, mi sono girato. La performance dell’arbitro è una cosa diversa, mi è sembrato abbastanza, non ricordo episodi. Poi i gialli e i rossi… è una sua decisione”.

Dopo aver giocato con Juventus e Napoli c’è qualche rimpianto?
“Sicuramente. Contro la Juventus non meritavamo di perdere per niente, oggi un punto è accettabile. Ma potevamo vincere, così come perdere. Abbiamo avuto più palle gol. Dal punto di vista dell’organizzazione siamo stati benissimo, non era facile costruire di più, non abbiamo mai accettato il dominio loro. Nel momento in cui si sentiva un po’ la fatica e Luciano ha fatto i cambi, io non l’ho fatto perché se lo faccio la qualità si abbassa, seppur l’intensità si alzi. È stato un dialogo tra di noi in questo senso, un punto in queste due partite non va bene, ma dal punto di vista della costruzione della squadra e della mentalità nessuno di noi va a casa con la sensazione di un Napoli leader. Abbiamo preso un punto perché la partita è finita così, ma la mentalità non è stata quella. Con Cagliari e Milan avremo la stessa mentalità”.

Quanto è stato difficile mandare i giocatori in tribuna?
“Dico sempre che non sono io a scegliere i giocatori, sono loro. È semplice. Il calcio è un mondo un po’ crudele, per tutti, principalmente per gli allenatori. Per i giocatori anche. Non sono giocatori che hanno una croce, non sono finiti, no no. Domani è un altro giorno e domani si inizia da zero”.

Ha trovato allenatori migliorati rispetto al passato? Vede una capolista più giusta tra Milan e Napoli?
“Non è importante. Sono pari. Guardi la classifica dello scorso anno e puoi capire le differenze, quali sono le squadre con più potenziale. È così. Per noi stare lì al quarto posto col pareggio di oggi è motivante. Siamo una squadra che ha dei limiti, che ha finito dove ha finito lo scorso anno. Continuiamo il nostro lavoro. Gli allenatori? L’ho ritrovati più vecchi. Quello dell’allenatore è un lavoro in cui smettiamo di migliorare quando smettiamo di lavorare. Non è una cosa che dipende dalla condizione fisica, è accumulo d’esperienza. Ranieri ha 70 anni, è più giovane di qualche ragazzo che conosco io. È un lavoro che quando decidiamo di smettere finisce. Sono molto contento di ritrovare tutti quelli che erano con me quando ero all’Inter e devo dire che sono molto contento di una nuova generazione di ragazzi italiani, giovani, che sono bravi e hanno cose diverse. Possiamo fare una Serie A bella, in queste 9 partite che abbiamo giocato se dimentico qualche partita in cui sono andato a casa non molto felice di qualche decisione, ho la sensazione che è un bel campionato. Gli 0-0 di 20 anni fa sono diversi da quelli di oggi. Nessuno all’estero era felice di guardarli, lo 0-0 di oggi sicuramente è di grande qualità”.

José Mourinho ai canali ufficiali del club

Le ultime prestazioni?
"Nel calcio contano i punti e noi ne abbiamo fatto 1 in tre gare. Il calcio, però, è anche costruzione ed è importante analizzare qualità, evoluzione, modo di giocare, la mentalità per questo tipo di partite. Con Juve e Napoli abbiamo giocare bene, senza paura, con il risultato sempre aperto portando sempre rispetto per l'avversario: per me due gare d'alto livello". 

Spirito giusto?
"La gente parla del record negativo contro le top 4 squadre. Si è visto anche oggi che non c'è nessun complesso di inferiorità, siamo entrati per vincere, non ci siamo riusciti ma abbiamo fatto un'ottima gara contro una squadra forte". 


INTERVISTA


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