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Paulo Sergio: "Dovremmo cambiare mentalità per uscire da questa situazione. Continuo a tifare Roma". VIDEO!

di Ludovica De Angelis

Paulo Sergio Silvestre Do Nascimiento, più semplicemente Paulo Sergio, calciatore brasiliano, di ruolo attaccante, campione del Mondo con la Selecao nel 1994 e in Italia, nella società capitolina, dal 1997 al 1999, ha rilasciato un’intervista a Roma TV.

Sulla situazione attuale.
"Innanzitutto è un piacere per me parlare con voi, specialmente perché si parla di Roma. Ora sono a San Paolo, in Brasile. Due anni fa sono stato a Roma a trovare alcuni amici e è stato davvero bello. La situazione con la mia famiglia è difficile, perché siamo a casa e siamo un po’ tristi. Ho sentito alcuni amici che si trovano in Italia, la situazione è molto complicata. Sarei dovuto venire a Roma a maggio per due settimane, ma è stato tutto rimandato, forse al prossimo anno. Mi piacerebbe tornare a guardare il calcio, ma è il momento di pensare alla vita".

Sui tifosi che gli sono rimasti affezionati.
"Ogni volta che pubblico una foto della Roma mi fanno sentire il loro affetto. Ho giocato due anni alla Roma, nel primo ho fatto 12 gol in Serie A e anche nel secondo anno, mi sono trovato benissimo, poi è arrivato il Bayern Monaco con la proposta di vincere la Champions e mi sono trasferito. Però, credo che con Zeman siamo riusciti a creare una bella squadra e infatti due anni dopo la Roma ha vinto lo scudetto".

Sulle esultanze dopo i gol.
"Ricordo il gol contro la Juventus e quello contro il Milan. È stato un periodo bellissimo. Mia moglie non sarebbe mai voluta andare via da Roma, però penso che siamo cresciuti tantissimo in quel periodo. Ho lasciato tantissimi amici, quindi ogni volta che posso torno".

Sul tridente con Totti e Balbo e il lavoro attuale.
"C’era anche Delvecchio e Di Francesco che fino a poco tempo fa ho visto che è stato alla Roma come allenatore. Ora faccio il commentatore del campionato italiano qui in Brasile. Mi manca la Serie A e spero torni presto. Tutti i sabati commentiamo una partita, per questo mi sento sono vicino a voi. E ovviamente, continuo sempre a tifare Roma".

Sui brasiliani nella Roma di Zeman e il rapporto con Aldair.
"Eravamo in sei: Aldair, Zago, Cafù, Fabio Junior e Vagner ed io. Con Aldair abbiamo festeggiato i cinque anni dal Mondiale vinto due mesi fa. Abbiamo giocato una bellissima partita qui in Brasile e c’erano tanti calciatori, come Baresi. Ci siamo ricordati anche il periodo alla Roma".

Su cosa cambierà nel calcio nei prossimi anni.
"Penso che qualcosa cambierà, anche perché ora le squadre stanno attraversando una crisi economica. Non avranno soldi per comprare grandi calciatori o per pagarli. Cambierà tutto il mondo e credo debba cambiare anche la mentalità delle persone. È necessario migliorare sotto questo punto di vista, perché la situazione sia in Europa che in Brasile è preoccupante".


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