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Perotti: "Abbiamo costretto il Barcellona a non fare il suo gioco, non hanno avuto una vera occasione. Voglio vincere la Champions"

di Redazione Vocegiallorossa

Quando è sceso negli spogliatoi prima di Roma-Barcellona ha provato invidia, una invidia sana per quello che sarebbe successo e che lui avrebbe vissuto sugli spalti. Sul viso dei suoi compagni “si vedeva la concentrazione, si capiva benissimo che non era una partita normale e soprattutto che non era una partita chiusa”. Diego Perotti sta recuperando da un infortunio: “Sto meglio e valuterò giorno per giorno con il medico le mie condizioni”. Vuole esserci per il finale di stagione, ora che c’è la semifinale di Champions e molto altro in gioco. Queste le sue parole all'AS Roma Match Program.

Cosa si prova a essere tra le 4 squadre più forti d’Europa?
“È una delle gioie più forti che io abbia mai sentito in vita mia, soprattutto per come arrivata. Non solo per il traguardo che hanno raggiunto i ragazzi, l'aver ribaltato il risultato con il Barça, ma anche per le gare giocate prima contro Chelsea, Atletico Madrid, e Shakhtar. Fino ad ora abbiamo fatto una Champions molto positiva, non abbiamo preso gol in casa contro squadre fortissime. È un momento da sfruttare, vivendolo con responsabilità, è una roba pazzesca”.

Che doppio confronto è stato nei 180° minuti?
“Il doppio confronto con il Barcellona è risultato molto positivo, al di là del risultato dell’andata che a mio parere è stato bugiardo. Per il gioco in sé. Loro non hanno dominato come facevano anni fa. Purtroppo ho vissuto quella squadra fortissima quando ero al Siviglia, sapevi che per novanta minuti non avresti mai preso la palla. Non sono riusciti a fare il loro vero gioco e credo sia grazie al lavoro che abbiamo fatto noi. In casa abbiamo bloccato tutti, non riuscivano nemmeno a passare la metà campo. Il merito è della squadra e di come l'allenatore ha preparato la partita, non è stato il Barcellona ad aver abbassato il livello. È stata la Roma a costringere il Barcellona a non fare il suo gioco”.

Com’è stato vederla dagli spalti?
“Per me è stata una della peggiori cose che mi potessero capitare. Da una parte è stata una sensazione bellissima sapere che avrò la fortuna di giocare la semifinale di Champions, ma dall’altra non essere stato in campo è stato bruttissimo. La mia sensazione però è molto diversa da quella di chi ha giocato o chi era seduto in panchina. E non solo per la partita in sé; anche il giorno prima, quando sono andato a dormire, non ero così nervoso, perché sapevo che il giorno dopo non avrei giocato, non dovevo affrontare questa partita. Da una parte sono molto contento e dall’altra ho una invidia, una invidia sana, per quelli che hanno giocato, mi sarebbe piaciuto tanto stare nella loro pelle almeno per qualche momento”.

Qual è stato il momento in cui ha sofferto di più?
“Nei 90 minuti non abbiamo sofferto, l'unica sofferenza che avevamo era sapere di dover fare 3 gol e riuscire a non subirne, altrimenti sarebbe diventato più complicato. Non hanno calciato in porta, non hanno avuto una vera una chance. Certo quanto Edin ha calciato la palla e non era ancora entrata io ero nervoso, urlavo, volevo entrare in campo. Poi quando abbiamo fatto il 3-0 volevo aiutare a difendere, andare a coprire spazi. Hanno fatto una partita talmente brillante che non abbiamo sofferto, poi il timore degli ultimi dieci minuti è normale, tutti noi sappiamo quello di cui è capace il Barcellona in pochi minuti. Secondo me è stata la partita più concreta e brillante della stagione”.

Contro il Barcellona, la Roma ha cambiato modulo. saper cambiare può essere considerato uno dei punti di forza di questa squadra?
“Sì il cambio credo abbia aiutato, ma come ha detto il mister in conferenza se la Roma avesse preso 4 gol il modulo sarebbe stato una follia e il mister un tecnico che non capisce nulla di calcio. Purtroppo quello che conta è il risultato: per fortuna abbiamo giocato bene, abbiamo fatto tre gol e ribaltato la partita. È stata importante la disponibilità del mister di cambiare e dei ragazzi in due/tre giorni di capire come giocare. Speriamo che con il 3-4-3 o il 4-3-3 di giocare sempre così come contro il Barcellona”.

Vedere tanti tifosi festeggiare che effetto le ha fatto?
“Vedere i tifosi così felici ti fa sentire bene. Ho sempre detto che vincere qualcosa qua sarebbe una follia, pensa se dovessimo vincere la Champions. Rimarresti nella storia per sempre”.

Come farete ad arginare l’entusiasmo di Manolas ora che ha anche segnato un gol decisivo?
“Kostas è già uno abbastanza insopportabile, adesso dovremmo chiudere le orecchie. Lo fa sempre e ora lo farà ancora di più ma se lo è meritato, penso che tutti quanti lo possiamo sopportare meglio, perché ci ha dato una vittoria bellissima. A dieci minuti dalla fine, un bel colpo di testa. Noi lo prendiamo in giro perché vince spesso nel gioco aereo ma non prende mai la porta, invece questa volta è stato bravissimo”.

Prima della gara è sceso negli spogliatoi: che aria c'era?
“Quando scendi in spogliatoio c’è poco da dire, nella loro faccia si vedeva la concentrazione, si capiva benissimo che non era una partita normale e soprattutto che non era una partita chiusa. L’atteggiamento si è visto sin dall’inizio, non è stato casuale, non si fanno 3 gol al Barcellona per fortuna, nei puoi fare uno, possono fare un autogol, come abbiamo fatto noi ma mai tre gol e non fare loro prendere mai palla. Li ho salutati, sono stato con loro fino a quando sono usciti per il riscaldamento con un coltello nel petto di non andare con loro, però dando loro la mia forza”.

Si continuerà a giocare ogni tre giorni...
“Giocare ogni tre giorni per me è una delle cose più belle. Tutti noi vogliamo giocare sempre, ma abbiamo la fortuna di avere una squadra con una rosa ampia, quando uno si infortuna c’è un altro che lo sostituisce benissimo. Giocare la semifinale di Champions è la occasione più importante della nostra vita, adesso dobbiamo essere consapevoli di quello che abbiamo fatto e domenica c’è il derby”.

Il derby, appunto...
“La partita più importante della stagione in campionato. Non solo per quello che significa il derby ma anche perché ci arriviamo a pari punti e dopo la vittoria dell’andata vogliamo allontanarli almeno tre punti”.

A proposito di derby, Come si sente?
“Sto meglio e voglio andare avanti giorno per giorno, parlando con il dottore. Conosco abbastanza il mio corpo per sentire quando posso tornare”.

C'è il rischio di sottovalutare il campionato?
“Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che abbiamo fatto qualcosa di importante. Già è successo quando abbiamo vinto con il Qarabag e siamo passati per primi nel girone; abbiamo avuto un calo di risultati e di prestazioni pazzesco. Non ce lo possiamo permettere, poi oggi non ci sarebbe più il tempo per ribaltare la situazione.
Siamo tutti vicini in pochi punti con Inter, Lazio, il Milan… quindi dobbiamo subito cambiare chip, dobbiamo portare quella gioia, l’energia che ci ha dato battere il Barcellona e metterla in campo contro la Lazio”.

Quali sono i punti di forza dei biancocelesti?
“Ha tanti punti di forza, Inzaghi è stato bravo a alzare il livello. Per esempio Luis Alberto, che conosco dai tempi del Siviglia, lo scorso stava andando via, ora sta facendo benissimo ed è merito dell’allenatore. Hanno un attaccante come Immobile che non si ferma di fare gol, un giocatore di esperienza come Parolo, poi Milinkovic-Savic. Insomma sono una buona squadra che ha fatto una buona stagione, al di là dell'eliminazione in Europa League, del tutto inaspettata. Sarà una partita dura, dobbiamo essere attenti al loro gioco, soprattutto ad Immobile che non si ferma mai di correre, e in ogni momento te la può buttare dentro. Però noi veniamo da questa gioia e dobbiamo continuare con questa energia positiva”.

In questa stagione avete alternato grandi vittorie contro grandi squadre a prestazioni meno convincenti con squadre sulla carta inferiori. Come se lo spiega?
“Il fatto di non essere sempre concreti è una cosa a cui penso sempre. La Roma deve avere la consapevolezza di essere una grande squadra e che può vincere con chiunque. Da due anni e mezzo, da quando sono arrivato, ci penso sempre.
Abbiamo una squadra fortissima che in certi momenti, soprattutto quando stiamo meglio, quando sembra che possa fare un passo in avanti, sbagliamo. Speriamo che questa semifinale ci aiuti, e possa essere punto di partenza”.

In corsa per le prime 4 posizioni e in semifinale di Champions. Ora quali sono gli obiettivi della Roma?
“Il mio obiettivo e quello dei miei compagni è arrivare fino in fondo in Champions e in campionato. Quando arrivi alla semifinale di Champions non ti puoi fermare. Adesso ogni squadra è forte, ma abbiamo dimostrato che ce la possiamo giocare con qualsiasi avversario.
Ora che sono arrivato fino a qui la voglio vincere, come ho detto vincere uno scudetto deve essere bello ma vincere la Champions qui a Roma può essere qualcosa di pazzesco. Non conosco neppure un aggettivo per spiegare quello che può essere, al solo pensiero mi vengono i brividi.
Dobbiamo anche finire bene il campionato per giocare la Champions anche il prossimo anno.
Ora che siamo in semifinale me la voglio giocare tutta: campionato, derby e Champions”.

 


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