.

Perotti: "Durante il rigore ho sentito la responsabilità di tutti. Nainggolan non è umano"

di Simone Ducci

Perotti a Sky Sport

“L’Argentina? Dopo sei anni è stato bello, unico. Tutto grazie al lavoro che sto facendo qui. Se tremano le gambe nel momento del rigore? Non lo so ma sento la responsabilità dei compagni e di chi sta fuori. Non potevo sbagliare, sarebbe stata una delusione. Penso che abbiamo meritato. Se ho creduto nel ritorno di Nainggolan? Non so cosa abbia nel corpo, lui appena si fa male gioca e guarisce. Quando smetterà dovranno fargli qualche analisi. Non è umano. Cosa è scattato in questa squadra? Abbiamo saputo capire il messaggio del mister. Piano piano. Inizialmente è stata dura per tutti però abbiamo lavorato in silenzio e seguito il suo messaggio. Ogni allenamento proviamo quello che chiede. I risultati si vedono. Penso che il merito è suo e nostro. Insieme siamo stati intelligenti nel non farci condizionare dalle parole attorno a noi. Lo stiamo dimostrando in campo. Il mio ritorno in Argentina? È stato emozionante. È stata la fine della mia rinascita. Ho passano anni duri, questo sporti mi ha fatto piangere e godere. Con il supporto di tutti ho superato brutti momenti e ora posso fare bene. La Roma mi ha aiutato a tornare in Nazionale. Non so se ci tornerò ma l’esser tornato è stato emozionante. Il mio futuro figlio? Stiamo valutando".

Perotti a Roma TV

Il gol di oggi è più bello rispetto a quello contro il Genoa dell'anno scorso, segnare sotto la Sud è un'emozione unica. Manca ancora una partita contro la Sampdoria, quella di oggi è una partita diversa che vale più di tre punti, abbiamo meritato e lavorato bene. Ora testa all'Atletico Madrid. Segnare è bello, io ho sempre pensato prima alla squadra, non è importante chi segna, magari faccio tanti gol e arriviamo quinti, se poi segno è meglio, la strada che stiamo percorrendo è giusta, non molti pensavano che eravamo pronti per lottare, finora siamo contenti. Non abbiamo ancora fatto niente, è un bel momento, stiamo attraversando un buon mese ma alla fine siamo a novembre e non abbiamo alzato alcun trofeo. Prima nessuno credeva noi, né a Di Francesco, non si pensa che possiamo lottare per lo scudetto, noi siamo stati zitti e piano piano stiamo trovando la strada giusta, i risultati poi aiutano, siamo a novembre ma dobbiamo continuare così. Sarebbe una delusione arrivare quinti, ma se giochiamo così possiamo fare molto male agli avversari”.

Perotti in zona mista

"Dieci giorni che ricorderai per tutta la vita? Sicuramente non posso chiedere di più, è stato un mese per me molto importante così come per la squadra. Questi sono più di tre punti, sappiamo cosa significa il derby per i tifosi, abbiamo sofferto da squadra e meritato i tre punti. Ho trovato la continuità ed è arrivata anche la chiamata in Nazionale, è il mio miglior momento e spero che non finisca più. Kolarov? È un giocatore importantissimo, ha dimostrato di avere grande personalità e ci mancava uno come lui. È un giocatore straordinario. L’Italia? È stato brutto vederla fuori, non me lo immaginavo. Mi è dispiaciuto tanto per i miei compagni che ho visto soffrire”.


Altre notizie
PUBBLICITÀ