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Roma – Ambrosiana Inter 1942: 6-0 ai nerazzurri, il Toro perde a Venezia. La Roma riconquista la vetta per non lasciarla più

di Massimiliano Spalluto

La Roma passeggia sui resti della squadra lombarda. Le doppiette di Ermes Borsetti e Miguel Angel Pantò e le reti di Amedeo Amadei ed Aristide Coscia non lasciano molto spazio a discussioni sull'incontro. I nerazzurri hanno chiesto un rigore sul 3-0 per un presunto fallo di mano di Andreoli ma la differenza tra le due compagini è palpabile. I lombardi, infatti, chiuderanno l'annata al dodicesimo posto. Il regime aveva imposto l'italianizzazione del nome alle squadre ed ecco spiegato il nome “Ambrosiana” a cui si aggiungono nella massima serie il “Genova” ed il “Milano”.

La Roma di Masetti, Amadei e degli altri leoni giallorossi inizia bene il torneo conquistando il primato, ma nel girone di ritorno un po' di sfortuna complica il cammino verso quel sogno chiamato scudetto. Si arriva così a tre giornate dal termine con il Torino a 37 punti, la Roma a 36 ed il Venezia a 34. La classifica è frutto di una serie di colpi di scena con avvicendamenti al vertice che, ad un certo punto, sembravano chiudere ogni discorso favorendo i granata. La truppa di Capitan Masetti non si arrende e si appresta a scendere in campo contro l'Ambrosiana confidando nelle buone notizie attese dalla città lagunare. Già alla fine del primo tempo la sfida con i milanesi non ha più molto da dire. L'attenzione del popolo giallorosso presente allo Stadio Nazionale è concentrata sul campo di Venezia, dove si gioca il big match della giornata: lo scontro tra la capolista Torino e la terza pretendente al titolo, il Venezia di Valentino Mazzola & C. Un eventuale passo falso dei granata garantirebbe alla Roma del presidente Bazzini la scalata alla vetta. La radiolina portatile sarà una conquista degli anni cinquanta, per conoscere i risultati dagli altri campi ci voleva qualcuno che dalla cabina radio dello stadio diffondesse notizie; è quello che avviene in quell'ultimo giorno di maggio del 1942. Riportano le cronache dell'epoca che poco dopo la mezzora della ripresa un nome viene strillato dalla postazione radio e dagli spalti dell'impianto romano parte un urlo liberatorio. Il nome è quello di Francesco Pernigo, attaccante dei veneti, che al 30° mette a segno la rete del 3-1 sul Torino. Sarà il risultato finale di quello scontro tesissimo, con Pernigo autore di una doppietta.

L'ennesimo sorpasso di questa emozionante stagione è servito; sarà quello definitivo. Non ci saranno brutte sorprese nelle ultime due gare per la squadra di mister Schaffer; arrivano le affermazioni nella sfida di Livorno e nell'ultima decisiva prova interna contro il già retrocesso Modena. Due successi con l'identico punteggio (2-0) che consegneranno il primo tanto sospirato scudetto ai tifosi romanisti.

Si giocava la terzultima giornata della straordinaria stagione 1941 – '42, era il 31 maggio 1942.

 

LA GARA La Roma schiera: Masetti, Brunella, Andreoli, Donati, Mornese, Jacobini, Borsetti, Cappellini, Anadei, Coscia, Pantò. L'Ambrosiana Inter si oppone con: Franzosi, Poli, Landolfi, Battaia, Milani, Campatelli, Frossi, Cominelli, Quario, Demaria, Candiani. Dirige l'incontro il signor Ciamberlini della sezione di Genova. Al inizia lo show: sugli sviluppi di un calcio di punizione Cappellini effettua un traversone in area su cui si fa trovare pronto Pantò di testa per siglare la rete del vantaggio romanista. Tre minuti e i padroni di casa raddoppiano. Cappellini riceve palla da Masetti, lancia Borsetti che ingaggia un duello con Landolfi. Il difensore non interviene e Borsetti cede ad Amadei che mette in rete. Sfiora la segnatura la Roma con Cappellini e poi con Pantò, ma il terzo gol arriva al 38°. Punizione battuta da Donati, Milani anticipa di testa il proprio portiere in uscita e finisce per servire involontariamente Borsetti che non ha difficoltà a mettere dentro, 3-0 all'intervallo. La ripresa ripropone il copione della prima parte; Roma nettamente superiore ed al 14° arriva la quarta rete. S'invola verso l'area Pantò, cross al centro e Borsetti di testa realizza la sua doppietta personale. Partita vivace, l'Ambrosiana tenta di mettere paura alla Roma, ma al 37° arriva anche la doppietta di Pantò. Scambio Amadei – Coscia, palla al centro dell'area. Poli non riesce a toccare e Pantò, liberissimo, castiga Franzosi per la quinta volta. Il sigillo finale arriva due minuti dopo; al 39° altra galoppata di Borsetti che inquadra la porta e lascia partire un autentico missile. Franzosi non riesce a trattenere, sulla ribattuta il più lesto è Coscia che firma il punto del 6-0 finale.


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