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Berdini: "Spero lo stadio non si faccia. Tor Vergata o la Romanina sarebbero state zone più idonee"

di Redazione Vocegiallorossa

L’ex assessore all’Urbanistica del Comune di Roma, Paolo Berdini, è stato ospite della trasmissione “Te la do io Tokio”, sulle frequenze di Centro Suono Sport. 

Perché l’area Tor di Valle per il M5S prima non andava bene e ora invece è idonea? Lei è contro lo stadio della Roma?
"L’amministratore pubblico applica le leggi dello Stato. Io non sono contrario alla costruzione dello stadio, e negli incontri con la Roma ho proposto altri siti perché quell’area era sbagliata. La risposta è stata sconcertante, perché mi dissero che quell’area era stata validata dal Comune. Quella delibera diceva che almeno il 50% degli utenti doveva servirsi dei mezzi di trasporto, ma lo sfioccamento della metropolitana era impossibile. Io da tifoso della Roma voglio lo stadio, ma in altri luoghi come hanno fatto la Juventus e l’Udinese. Tor di Valle è il deserto, se invece lo stadio venisse fatto verso Tor Vergata o la Romanina i cittadini potrebbero beneficiare delle strutture del progetto. Io sono stato messo nella condizione di non poter manovrare".

Si farà lo stadio?
"Mi auguro che non venga fatto. Nel progetto che io ho avuto l’onere e il piacere di visionare c’erano all’interno del pacchetto delle opere una spesa a carico nostro di 7 milioni di euro per le pompe idrovore. Quando piove l’area di Tor di Valle si riempie perché è un bacino: è normale costruire su quel terreno? Io mi auguro che non venga scelta questa area scellerata che mettere a rischio l’incolumità dei cittadini".

La figura di Lanzarone? 
"L’avvocato Lanzarone – consulente per l’amministrazione – ha chiuso la trattativa con la Roma alle mie spalle, convincendo il Movimento che era contro lo stadio. Per questo ho lasciato l’amministrazione Raggi, perché mi avevano messo da parte. Non capisco come abbiano cambiato idea nel giro di nove mesi. Noi stiamo costruendo un quartiere in una zona dove non c’è interesse pubblico a fare il ponte non inserito nel progetto".

Il ponte dei Congressi?
"Il ponte dei Congressi è un’opera fondamentale dal mio punto di vista. Mi sono attivato per sbloccarlo. Per salvare l’abusivismo, lo sfiocchiamo facendo un grande anello. Centoquaranta milioni nostri per costruire questo ponte".

Il ponte di Traiano?
"Vedremo se il ponte non servirà. La Roma dovrà dire agli organi dello Stato che non servirà e che verrà garantita comunque l’incolumità dei tifosi e dei cittadini".


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