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Cinica o imprecisa: le due facce della prima Roma di Mourinho

di Marco Campanella
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Campanella

Nuovo appuntamento con i podcast di VoceGialloRossa.it: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, approfondiremo con le voci dei nostri redattori uno dei temi più importanti della giornata.

Nella puntata di oggi parleremo del trend in zona offensiva della Roma in questa stagione. Con Nicolò Zaniolo, al rientro a pieno ritmo dopo tantissimo tempo fermo, che non ha dato una grossa mano in fase realizzativa e con la mancanza di un degno sostituto di Tammy Abraham, la Roma ha dovuto fare i conti con un attacco che ha troppo spesso fatto molta fatica.
Sono molteplici le volte in cui gli uomini di Mourinho hanno ottenuto una vittoria di misura andando al tiro nello specchio della porta in sole due occasioni: nel girone di andata possiamo citare come esempi la vittoria casalinga contro l'Udinese, oppure, nel girone di ritorno la sfida contro la Sampdoria. Anche in ambito europeo si è vista una Roma cinica, come accaduto per esempio nella semifinale d'andata contro il Leicester, in cui i giallorossi hanno pareggiato per 1-1, inquadrando solo due volte la porta difesa da Schmeichel. 
A queste, vanno annoverate anche le partite in cui si è visto il caso contrario. La gara pareggiata contro il Venezia, in cui i giallorossi hanno calciato in porta ben sedici volte segnando un gol nell'ultimo quarto d'ora di gara, e la trasferta contro lo Spezia, risolta da un rigore al 99esimo minuto di Tammy Abraham dopo dieci tiri nello specchio, sono solo gli esempi più evidenti dell'imprecisione sotto rete della Roma.
Possiamo anche citare come via di mezzo, Roma-Vitesse in cui gli uomini di Mourinho sono arrivati al tiro in ben 17 occasioni, ma solamente due volte centrando la porta e pareggiando nel finale di gara. Cinismo e imprecisione, sono queste le due facce della prima Roma di José Mourinho.


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