.

Dirige l'orchestra Henrikh Mkhitaryan

di Marco Campanella
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Campanella

Nuovo appuntamento con i podcast di VoceGialloRossa.it: ogni giorno, dal lunedì al venerdì, approfondiremo con le voci dei nostri redattori uno dei temi più importanti della giornata.

Nella puntata di oggi parleremo di Henrikh Mkhitaryan. Con il passaggio al 3-5-2, è diventato fondamentale avere un calciatore in regia: da qui, una delle invenzioni tattiche più fruttuose di José Mourinho nella sua avventura romana. Il regista diventa l'armeno. Il numero 77 in carriera ha sempre giocato come attaccante o come trequartista. Dopo un inizio di stagione non facile largo a sinistra nel terzetto dietro la punta, Mkhitaryan si è riscoperto un'ottima mezzala, diventando fondamentale nello schema tattico della Roma. A dirlo è Mourinho stesso in più occasioni, l'ultima la conferenza stampa alla vigilia di Roma-Vitesse. Senza di lui la squadra capitolina si prima di qualità e quantità che possono fare sempre comodo per portare a casa tante vittorie.
L'apporto dato da Mkhitaryan non si ferma al gestire la manovra offensiva della squadra: l'armeno sta diventando importante anche in fase difensiva. Nella bella vittoria della Roma contro l'Atalanta, infatti, il classe 1989 è stato il calciatore che ha recuperato più palloni durante i novanta minuti. Questo è un sintomo di dedizione e di voglia di mettersi a disposizione da parte di Mkhitaryan per aiutare il suo club e José Mourinho. Proprio quel José Mourinho con il quale l'armeno ha avuto più di una discussione ai tempi del Manchester United, prima del passaggio forzato all'Arsenal. 
L'armeno è in scadenza a giugno, ma la sua importanza gli ha aperto le porte ad un possibile prolungamento di contratto. Le sue richieste sono chiare: il 33enne chiede un sostanzioso biennale. Adesso la Roma ci pensa sul serio. 


Tutte le notizie sulla Roma in Podcast!
Altre notizie
PUBBLICITÀ