Col Cagliari tocca a... Gasperini
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
La prima delle diverse settimane che vedranno la Roma concentrarsi solo sul campionato è iniziata con una delle peggiori prestazioni dell’anno, quella contro l’Udinese, e finirà contro l’avversario con cui i giallorossi avevano regalato un’altra delle peggiori prestazioni dell’anno, il Cagliari. Contro gli isolani, dunque, l’occasione di rivincita sarà doppia, per riscattarsi sia dopo quello che è successo alla Bluenergy Arena, sia per quanto accaduto in Sardegna a dicembre.
Da allora è intervenuto l’agognato calciomercato, che, almeno numericamente, ha fornito a Gasperini i tanto attesi rinforzi in attacco, vale a dire Malen, Vaz, Zaragoza e Venturino. All’Olimpico due di loro non ci saranno e gli altri due potrebbero partire entrambi titolari per scelta tecnica e non solo, vista la continua emergenza a cui il tecnico deve far fronte in questo periodo, per cui vanno ulteriormente benedette le due partite in meno da giocare in Europa. Europa che oggi è ancora quella dei piccoli e domani rischia di esserlo ancora, perché le quattro davanti - comunque più attrezzate e in ogni caso più costose della Roma - corrono e per stare al loro passo non bastano neanche quattordici vittorie, se accompagnate da otto sconfitte.
Sconfitte che, arrivati a febbraio, continuano a essere simili tra loro e spesso derivanti da prove offensive non di livello. Prima di perdere a Udine, la Roma aveva inanellato una serie di gare con una produzione degna, da cui, infatti, sono arrivate vittorie e il pareggio contro il Milan, mentre lunedì scorso ci si è nuovamente arenati, anche perché la squadra di Runjaic è stata capace, forse più di altre, di prendere contromisure specifiche. Esattamente come era successo contro il Cagliari in Sardegna: se contro i bianconeri, però, era già la rivincita rispetto all’andata, contro la squadra di Pisacane può e deve essere il turno di Gasperini. È lui quello con la principale responsabilità di ribaltare le cose rispetto alla partita di dicembre, sia con gli elementi offensivi in più che il mercato gli ha portato, che, soprattutto, con le sue idee, che hanno aiutato la Roma a trovarsi dove si trova oggi e che, una volta in più, devono superare quelle del suo avversario diretto.