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Conferenza stampa - Gasperini: "Non possiamo fare calcoli. Non abbiamo mai pensato di lasciare niente. Su Hermoso valuteremo domani"

di Valerio Conti

Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Europa League contro il Bologna.

Cosa ci puoi dire delle condizioni di Hermoso? Pensi che possa essere pronto per la partita?
«Dobbiamo vedere come si comporta domani. Ha avuto pochissimi allenamenti alle spalle, quindi non sappiamo se possa essere pronto per giocare tutta la partita. Se è convocato, significa che è disponibile a giocare. Potrebbe partire dall'inizio, ma con la previsione di dover fare una sostituzione, o anche entrare a partita in corso. Comunque, è disponibile».

Domani iniziano otto giorni cruciali, con la doppia sfida di Europa League e domenica la gara di campionato a Como. Le volevo chiedere se ha delle priorità rispetto a questi impegni e se le scelte di domani saranno influenzate dalla gara di domenica.
«No, no, ogni partita è importantissima. È importante domani per l'Europa League, domenica per il campionato. Giovedì avremo ancora una partita di Europa League, poi finiremo con la partita contro il Lecce, e ci sarà una sosta. Non credo si possano fare calcoli, anzi, non faremo calcoli e penseremo a dare il massimo in ogni partita».

Vorrei chiederle come sta Pellegrini. Come sta, se ha parlato con lui del suo futuro, visto che il tempo passa e il discorso rinnovo è sempre più attuale.
«No, non è un argomento che dobbiamo affrontare in questo momento, assolutamente. Siamo in un momento molto importante del campionato e dell'Europa League. L'attenzione di tutti, mia e sua, sicuramente in primis, è solo rivolta alle prestazioni e alle partite. Poi ci possono essere delle gare in cui giochi meglio e altre in cui fai più fatica, ma questo rientra nella normalità di tutti, non solo sua, ma di tutti quanti».

Prima della partita con il Panathinaikos, ha detto che la priorità per la Roma era il campionato. Volevo sapere se le priorità in questo lasso di tempo erano cambiate. Inoltre, avevo una curiosità tattica: a Genoa Malen è sembrato troppo solo. Per domani c'è la possibilità di affiancargli un giocatore, magari giocando con un trequartista, cambiando un po' il modo di giocare?
«No, ma giochiamo sempre in undici, poi non possiamo metterne di più, però non credo che quello sia un problema. Siccome, come avete rilevato, stiamo facendo più gol, quindi non è un problema. Poi il problema è dettato dalle partite, dalle gare, che a volte le costruisci molto di più, altre volte un po' meno. Però, come avete detto, il trend è sicuramente positivo, grazie all'arrivo di Malen che ci ha dato più pericolosità in avanti».

Sulle priorità.
«Non mi ricordo di aver detto così, comunque sicuramente se lo dice, ma la priorità è tutte e due. Quindi, anzi, in quel momento forse c'era anche la Coppa Italia prima, ed era una priorità anche la Coppa Italia. Non abbiamo mai pensato di lasciare niente e di giocare al massimo per tutti, per tutti gli obiettivi. Poi non vedo come si possano fare delle scelte, no? Cioè, non è che si può giocare un po' meno. Si cerca di superare tutti i turni possibili in Europa e di fare il massimo in campionato ogni partita. Se poi non ci riusciamo, non è per scelta».

A che punto è l'inserimento di Zaragoza, perché lei appena arrivato ci disse che è un giocatore che poteva dare una mano, ma che aveva ovviamente bisogno di conoscere. Ecco, a questo punto come siamo messi?
«Abbiamo questa situazione in attacco dove sicuramente abbiamo perso tanti giocatori rispetto all'andata, come Dovbyk, Ferguson, Dybala, Baldanzi, Soulé. Però abbiamo Malen, che ci ha dato sicuramente un valore aggiunto, anche se abbiamo perso un po' di numeri. Sugli altri numeri stiamo cercando di inserire i giocatori, tra cui Zaragoza, che non ha giocato l'ultima partita, ma che è sempre entrato in campo nelle gare precedenti. È arrivato da meno di un mese e ha sempre partecipato. Poi, non è facile per nessuno arrivare a gennaio e fare quello che ha fatto Malen, ma questi sono casi abbastanza rari. L'inserimento dei giocatori che arrivano a gennaio è sempre un po' più lungo. Rimango convinto che Zaragoza, ad esempio, ha fatto un ottimo assist, e spero che nelle prossime partite possa essere protagonista in positivo. Chi arriva a gennaio ha sempre qualche difficoltà di inserimento, anche dal punto di vista fisico, ha bisogno di qualche settimana per inserirsi al meglio. In quel ruolo stiamo ruotando i giocatori, in assenza di Dybala, Soulé, eccetera, stiamo ruotando diversi giocatori. Quello che sta giocando con più continuità è sicuramente Pellegrini, e gli altri, come Venturino, che ha ripreso da pochissimo, El Shaarawy che è stato fuori tanto, Zarogaza, Vaz, che sono arrivati, stanno cercando di inserirsi».

Ogni volta che c'è una disfatta di una squadra italiana in Europa, si ripropone il tema sul calcio italiano, se è davvero all'altezza delle altre squadre d'Europa. Lei che ha vinto un'Europa League. Volevo sapere se è davvero così, se ha anche un pensiero sulla partita che ha visto ieri sera e proiettandosi in avanti, se chi passa questo turno tra Bologna e Roma avrà la forza di arrivare fino in fondo.
«Intanto almeno un'italiana passa sicuro. Quest'anno, però, è ancora più negativo di altri anni, soprattutto per quel che riguarda la Champions e l'Europa League, perché la Roma ha vinto la Conference qualche anno fa, ma la Champions manca da tanto. L'Europa League non si vinceva dagli anni '90, l'Inter ha vinto la Champions nel 2010, ma in generale sono davvero tanti anni. Negli ultimi 25 anni, per 15 anni, non ci sono state squadre italiane. Quest'anno la situazione è ancora peggiore e si collega anche ai problemi del campionato, con le difficoltà della nazionale, che speriamo fortemente possa qualificarsi. Quindi, non è una cosa casuale. Sicuramente abbiamo qualche difficoltà, è inutile nasconderlo. Probabilmente siamo tutti coinvolti, l'allenatore, la società e probabilmente anche l'informazione, che devono individuare le cause. Non possono essere solo una sostituzione o un modulo tattico, è un problema più profondo, che deriva probabilmente anche dai settori giovanili e dal modo in cui vengono costruite le squadre. Il nostro campionato, se i risultati sono questi, ha qualche problema che va affrontato e coinvolge sicuramente tutti».

È ipotizzabile in questo momento, vedendo il calendario Genoa-Bologna-Como, Bologna, una Roma anche senza Malen? Li può giocare tutti e 360 minuti? C'è la possibilità di alternare anche diversi moduli per dargli un po' di riposo? Poi so che il suo criterio di riposo è che si riposa solo la notte, lo premetto.
«Noi in attacco siamo in emergenza da tempo. Ho detto prima che i numeri sono cambiati: rispetto all'andata abbiamo perso cinque giocatori, tra cui El Shaarawy. Poi, per quanto riguarda gli attaccanti veri, come Malen in questo momento, abbiamo Vaz, che è anche un ragazzo giovanissimo, un campionato arrivato, e Arena che è ancora più giovane e non può essere neanche nella lista, quindi dobbiamo lavorare con Venturino. Sicuramente ci sono delle emergenze in attacco, ma i numeri sono migliori rispetto a prima. Su questo cerchiamo di completarci e di giocare le nostre gare al meglio, come stiamo facendo. Per quanto riguarda il discorso dei moduli e dei minuti, cerchiamo di gestire le risorse al meglio, ma alla fine, come dico sempre, il riposo è solo la notte».

A Genova, la Roma, quando era sul punteggio di parità, si è trovata a giocare con Malen davanti e con Cristante ed El Aynaoui dietro di lui. Dopo è entrato Vaz. La possibilità di vederli insieme, Malen e Vaz, è una soluzione solo a gara in corso, quando magari la Roma ha bisogno di essere più pericolosa, di avere due attaccanti, o è una soluzione proponibile anche magari dal primo minuto?
«È tutto proponibile, è tutto proponibile. Se si può fare tutto, se io ho adottato quella scelta per carità, non fosse la scelta migliore. Poi su Vaz, anche lui è un ragazzo che da quando è arrivato ha già fatto parecchie presenze, perché è veramente da poche partite che è qua e bene o male viene sempre inserito. Poi, se faccio altre scelte, è perché ritengo che, in quel momento, quelle siano le migliori».


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