Gasperini: "Italiano ha entusiasmato una città. Malen mi ricorda Muriel"
Alla vigilia della sfida di Europa League contro il Bologna, il tecnico della Roma, Gian Piero Gasperini, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:
Lei che pensa del Bologna di italiano?
«Eh beh, insomma, parlano i risultati, ma non solo quelli, anche le prestazioni di questa squadra che ha entusiasmato comunque una città. Non era facile raccogliere l'eredità di Thiago Motta di due anni fa, che ha portato a Bologna in Champions dopo tantissimi anni. E lui l'ha fatto nel modo migliore, raggiungendo il consenso di tutti e anche con delle prestazioni di grande qualità».
C'è un tratto distintivo della sua Roma, quello di saper ripartire dopo una sconfitta. In totale sono 12 le sconfitte tra campionato e tutte le coppe, ma ogni volta la Roma ha rialzato la testa. Quanto incide la positività nelle sconfitte delle sue analisi?
«Ma incide sicuramente molto la capacità di reazione dei giocatori, che di fronte a un passo falso hanno sempre questa forza. Io ho trovato veramente un gruppo di ragazzi con grandi motivazioni e con grande voglia sempre di ripartire, di guardare avanti. D'altra parte, questo calcio dove si gioca così con tanta continuità e con così tanti traguardi, non puoi pensare che non seguire una squadra di altissimo livello, ma anche per loro ci sono tanti passi falsi e quindi bisogna avere anche la capacità. Qualche volta, le partite sono veramente molto equilibrate e dipendono da piccolissimi episodi contrari, vedi anche il caso di Genova con noi che potevamo passare dalla vittoria e abbiamo perso. Quindi bisogna sempre avere la forza di guardare avanti e di avere sempre traguardi nuovi».
Siamo andati a rivedere un po' il gol di Zaragoza, tre mesi fa contro il Bologna, gol bellissimo. Potrebbe essere un'idea rivederlo dal primo minuto?"
«Zaragoza è un ragazzo che è appena arrivato, chiaramente sta giocando in un modulo completamente diverso da quello che lui era abituato, con una condizione che sta cercando di migliorare sicuramente. Non è mai facile a gennaio inserirsi in un ambiente nuovo che già insomma lavora insieme da tanti mesi. Però lui ha già fatto un assist molto importante a Napoli. A parte Genova, ha giocato dall'inizio, è sempre subentrato e penso che nelle prossime settimane ci potrà dare un aiuto».
Malen le ricorda qualcuno degli attaccanti che lei ha avuto in tutte le sue squadre?
«A me me ne viene in mente Muriel per come ha carezzato il pallone. Sì, soprattutto per certe accelerazioni, per la capacità, la prontezza di cacciare rapidamente. Ci sono sicuramente delle somiglianze, c'è anche, ho avuto in qualche cosa anche un po' Milito, non solo nel numero dei gol. Diego si muove di più sull'arco dell'attacco, ma questa capacità di essere subito immediato nelle giocate».
Freuler ha parlato benissimo di lei poco fa, era stato nostro ospite e gli abbiamo chiesto un ricordo speciale dei tempi quando era allenato da lei e ha ricordato un balletto. In realtà anche a Roma fa dei balletti, vero?
«Il balletto quello all'epoca era con l'Atalanta con lo Shakhtar. E speriamo di farne sempre di più. No, c'era questa cosa, quando si vince, insomma, balletto, sono tre passi. No, è dedicato alla squadra, a noi, perché quando si vince, sai cos'è, che a volte ci sono le nuove generazioni, vanno, arrivano, la prima cosa che ti fanno è guardare il telefono, no? E adesso almeno cinque minuti di soddisfazione tra di noi quando si vince la partita».