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Cambio Campo - Adamoli: "De Rossi è l'uomo giusto al posto giusto. Pisilli avrebbe fatto molto comodo al Genoa, Venturino è una promessa"

di Marco Campanella
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Campanella

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Gessi Adamoli, giornalista di Telenord.it, con il quale abbiamo parlato di Genoa-Roma.

Il Genoa arriva da una grande rimonta in campionato, che gli ha permesso di uscire dalla zona retrocessione fino a risalire al 15° posto. Quanto merito c’è nel lavoro di Daniele De Rossi? Ti aspettavi un impatto così importante da parte del tecnico? Nell’ambiente rossoblù c’è fiducia per il raggiungimento della salvezza?
"De Rossi ha carisma e personalità. Ha subito creato empatia con la squadra e anche con il pubblico. Poi i risultati gli hanno dato un’ulteriore spinta per aumentare la sua credibilità. Credo che sia l’uomo giusto al posto giusto. Ora bisogna capire se questo è anche il momento giusto. In varie interviste De Rossi ha detto che vuole essere un allenatore capace di iniziare un ciclo con il Genoa e tutti noi, ovviamente, a Genova ce lo auguriamo. Ha dalla sua questa grande personalità e questa credibilità, il pubblico gli vuole bene e la squadra lo segue. Il problema è capire se la società è pronta a dargli gli strumenti per fare, sia pure gradualmente, quel saltino di qualità che lui e tutto l’ambiente si aspettano nella prossima stagione. Lui stesso, in un’intervista, ha confidato di provare un’invidia sana per Italiano, che ha saputo costruire e creare qualcosa di importante a Bologna. Vorrebbe riuscire a fare lo stesso anche a Genova". 

Considerando che nella prossima giornata il Genoa sarà impegnato in casa dell’Hellas Verona in un vero e proprio scontro diretto per la permanenza in Serie A, che peso assume la partita contro la Roma? I rossoblù credono di poter fare risultato già contro i giallorossi?
"A Verona, contro una squadra che affronta tutte le partite come se fossero un’ultima spiaggia, non sarà facile. Anche per questo sarebbe importante ottenere un risultato positivo contro la Roma".

Nel 2026, a Marassi, la squadra di De Rossi ha ottenuto tre vittorie e una sola sconfitta nelle cinque partite disputate. Quanto può incidere il fattore Marassi nella sfida di questa sera?
"L’ambiente è carico e vuole fare un’ottima partita, cercando di ottenere almeno un punto che sarebbe comunque importante sia per la classifica sia per il morale. Ci credono De Rossi, la squadra e soprattutto i 30.000 che affolleranno il Ferraris. Proprio questa spinta dei 30.000 potrebbe essere determinante per colmare quel gap evidente che esiste, come dice la classifica, tra le due squadre". 

A proposito del pubblico genoano: è prevista un’accoglienza particolare per Gasperini? Che figura ha rappresentato per il mondo rossoblù?
"Gasperini è divisivo, è un allenatore che non ha mezzi termini. C’è chi lo ama e chi lo detesta, non tanto come tecnico, perché che Gasperini sia un grande allenatore è difficile da discutere. È piuttosto per il suo carattere, particolarmente spigoloso e non facile. Lui è un grandissimo professionista e al Genoa non ha mai fatto sconti. Questo qualcuno un po’ glielo rimprovera, ma lui è soprattutto l’allenatore della squadra che allena in quel momento. Poi Gasperini è uno che crea cicli. Ne ha creato uno nella Primavera della Juventus, dove era stato anche dieci anni da giocatore nel settore giovanile bianconero. Ha fatto tutta la trafila del settore giovanile, ha creato un ciclo al Genoa portando la squadra in Europa League, ha creato un ciclo a Bergamo portando ripetutamente l’Atalanta in Champions League e vincendo anche l’Europa League. Ora vorrebbe, e ci sono tutte le premesse, iniziare un ciclo anche a Roma. Detto questo, qualcuno gli rimprovera di essere stato un po’ freddo nei confronti del Genoa, di non aver fatto sconti. Però chi glielo contesta è lo stesso che ha messo in croce De Rossi dopo la partita dell’Olimpico, quando a fine match, nonostante una sconfitta pesante, ha fatto il giro del campo. Allora mettiamoci d’accordo: un allenatore da ex cosa deve essere? Freddo e distaccato oppure emotivamente coinvolto? È chiaro che, quando è avversario, lo vorresti tuo amico ricordando i giorni belli, mentre quando è il tuo allenatore non vorresti che abbia confidenze eccessive con il suo ex ambiente". 

Prima della gara d’andata avevamo parlato di Niccolò Pisilli, giocatore seguito con interesse dal Genoa. Nel frattempo il classe 2004 ha avuto un exploit importante ed è riuscito a scalare le gerarchie nella Roma. Col senno di poi, quanto avrebbe fatto comodo alla mediana rossoblù?
"Quanto avrebbe fatto comodo Pisilli al Genoa... Lo dico non solo col senno di poi ma anche con quello di prima, perché Pisilli è un giocatore eccellente e, secondo me, Gattuso lo terrà sicuramente in considerazione anche per la Nazionale. È proprio quel tipo di centrocampista che manca al Genoa: un giocatore capace di fare tanto lavoro in mezzo al campo ma anche di inserirsi in fase offensiva.
Un giocatore con queste caratteristiche al Genoa non c’è. Thorsby ha qualità secondo me inferiori a Pisilli e comunque è stato ceduto nel mercato di gennaio. Pisilli è un grande equilibratore: non a caso De Rossi avrebbe fatto carte false per averlo, ma purtroppo ha trovato una collocazione abbastanza stabile nello scacchiere di Gasperini e quindi la trattativa è sfumata". 

Nel mercato di gennaio, alla fine, è stato Venturino a compiere il percorso Genova-Roma. In questi primi mesi in giallorosso, il giovanissimo esterno offensivo sta iniziando a farsi conoscere anche dal pubblico romanista. Che tipo di giocatore è? Hai qualche retroscena sui suoi anni in rossoblù tra settore giovanile e prima squadra?
"Venturino è una grande promessa e, incomprensibilmente, in una squadra come il Genoa che dovrebbe fare dei suoi giovani un trampolino di lancio, giocava pochissimo. Giocava poco sia con Vieira sia con De Rossi, forse perché gli era già stato detto che avrebbe potuto essere sacrificato sul mercato. Anche De Rossi gli ha dato pochissimo spazio. Tra l’altro è tifoso del Genoa fin da bambino, viene da una famiglia genoana di un paesino vicino a Genova, Arenzano. E prosegue la dinastia di quei giocatori cresciuti nel settore giovanile che al Genoa trovano poco spazio. È stato il caso di Anor con questa proprietà, il caso di Venturino e, in precedenza, con Preziosi – che io soprannominavo Re Erode perché i ragazzi venivano sacrificati nella culla – era successo anche con El Shaarawy, Mandragora, Pellegri e altri ancora, giocatori che hanno fatto solo una manciata di presenze con il Genoa. Sbravati, che oggi lavora per la Juventus e che probabilmente è il numero uno in Italia per quanto riguarda il calcio giovanile, ha sempre sostenuto che Venturino dà il meglio di sé a sinistra, anche se molti allenatori lo facevano giocare a destra. Quando lo vide giocare l’anno scorso da avversario contro la Juventus a Torino chiese: «Ma perché fate giocare Venturino a destra quando rende molto di più a sinistra?». Hanno seguito il suo suggerimento: Venturino ha giocato a sinistra a Bologna e ha realizzato una doppietta". 


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