.

Cambio Campo - Sciascia: "Il Milan rispetta la Roma, ma la vittoria sarebbe fondamentale. I giallorossi possono ancora lottare per lo scudetto matematicamente"

di Marco Campanella
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Marco Campanella

Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L’ospite di oggi è Alfonso Sciascia, giornalista di EsteNews, con il quale abbiamo parlato di Roma-Milan.

Siamo arrivati a metà stagione: il Milan è secondo in classifica con 46 punti, ma a sei lunghezze dall’Inter capolista. Che giudizio dai al cammino dei rossoneri fin qui e cosa ti aspetti nella seconda parte del campionato?
"Il giudizio sul Milan è positivo, perché è vero che quest’anno il Milan ha solo il campionato da giocare, essendo stato eliminato anche dalla Coppa Italia. Ha quindi una sola competizione e una rosa che, secondo me, è competitiva, anche perché inizialmente mancava la punta e poi è arrivato Fullkrug. Ad oggi il Milan si trova lì, a ridosso dell’Inter. In base a quello che dice Allegri in ogni conferenza stampa, ovvero che il Milan lotterà comunque per un posto in Champions League e basta, nel senso che ad oggi non si parla mai di scudetto né in casa Milan né nelle parole di Allegri, il Milan sta comunque facendo un ottimo percorso. Nella seconda parte di campionato bisogna pensare e sperare che le squadre impegnate in Champions League lascino un po’ di terreno, perché il Milan quest’anno, non avendo le coppe, ha una squadra allestita per poter lottare per lo scudetto fino alla fine, nonostante Allegri voglia sempre tenere i piedi per terra alla squadra". 

Restando sulla classifica, quanto può incidere la vittoria dell’Inter contro il Pisa, arrivata venerdì, sull’approccio del Milan alla sfida contro la Roma? Che tipo di risposta ti aspetti dai rossoneri?
"Al di là di come si è evoluta la partita tra Inter e Pisa, in pochissimi in casa rossonera speravano o pensavano che l’Inter potesse fare un passo falso. Il Milan, quindi, deve pensare soprattutto a se stesso, considerando che quest’anno l’Inter ha un ruolo da schiacciasassi, per quanto sta dimostrando in campionato. Come dicevo prima, però, bisogna valutare anche il percorso. Bisogna vedere infatti che cammino faranno le squadre impegnate nella lotta scudetto, come Napoli e Inter, che sono entrambe coinvolte anche in Champions League. La Juventus non la inserisco in questa corsa. È chiaro quindi che un passo falso del Milan a Roma, anche se manca ancora tanto alla fine del campionato, farebbe aumentare il distacco dall’Inter. La distanza tra Milan e Inter si allungherebbe e quest’anno l’Inter mi dà l’idea di essere una squadra molto quadrata, che probabilmente non commetterà in futuro gli stessi errori dell’Inter di Inzaghi, che lo scorso anno si è fatta, di fatto, scippare lo scudetto dal Napoli. Una vittoria oggi a Roma, per il Milan, sarebbe quindi fondamentale qualora si volesse puntare davvero a provare a vincere lo scudetto, o meglio, a inseguire quello che molti tifosi rossoneri sognano, ma che Allegri, come dicevo prima, non vuole dichiarare apertamente né sotto questo punto di vista né a livello di comunicazione". 

Il Milan non perde in campionato dalla prima giornata. Che partita ti aspetti all’Olimpico? Pensi che la Roma abbia le qualità per mettere in difficoltà i rossoneri?
"Sicuramente la Roma è una squadra molto tosta e molto equilibrata in campo, che ha fatto operazioni di mercato in entrata importanti, una su tutte quella di Malen. Abbiamo già visto l’impatto che ha avuto contro il Torino, quindi il Milan dovrà sicuramente prestare molta attenzione a livello difensivo. Detto questo, il Milan ha dimostrato che nei big match di quest’anno è sempre riuscito a far valere il proprio valore, più di quanto non sia accaduto contro squadre di livello inferiore. Sarà quindi una partita in cui il Milan rispetterà la Roma, ma chiaramente imposterà una gara di attesa per poi ripartire, come ha fatto nei big match di questa stagione. Lo si è visto, ad esempio, anche nell’ultima partita contro il Como, che va comunque considerata un big match per l’andamento che sta avendo la squadra di Fabregas nelle ultime settimane. La risposta è sì: la Roma può mettere in difficoltà il Milan, perché è una squadra totalmente diversa rispetto al passato, un po’ come lo stesso Milan rispetto all’anno scorso. Gasperini ha dato alla Roma un’identità di gioco ben precisa". 

Nella gara d’andata si è visto un Saelemaekers particolarmente motivato contro la Roma. Quali sono le sue condizioni in vista della sfida dell’Olimpico? E, in caso di recupero, che tipo di prestazione ti aspetti da lui considerando un’accoglienza del pubblico che si preannuncia tutt’altro che calorosa?
"Saelemaekers è convocato ed è recuperato, ma resta da capire quale sarà la sua gestione domani. Quest’anno è un elemento imprescindibile nello scacchiere tattico di Massimiliano Allegri, forse il giocatore più indispensabile in assoluto, perché di fatto non se ne priva mai. Il fatto stesso che sia stato convocato è già un segnale importante. Se se la sentirà, credo possa partire già dal primo minuto, vista l’importanza della partita e il peso che questa gara ha anche a livello personale per il giocatore, che, come dicevi tu, è un ex. Un ex che ha lasciato il segno sotto certi aspetti, ma che con ogni probabilità riceverà fischi di intimidazione da parte dello stadio Olimpico. Athekame, nel caso, non garantisce le stesse certezze di Saelemaekers, che resta davvero imprescindibile. Per questo motivo, se starà bene, credo che domani sarà titolare". 

La Roma è scesa in campo giovedì in Europa League, mentre il Milan ha potuto preparare la partita per un’intera settimana. Quanto può incidere questa differenza nella gestione delle energie e del lavoro?
"La Roma ha giocato in Europa League e, come dicevo prima, il Milan quest’anno deve sfruttare il fatto di non partecipare alle competizioni europee. Deve approfittare anche del percorso delle altre pretendenti, tra cui inserisco la Roma, perché, perché no, può essere una squadra in grado di lottare anch’essa per lo scudetto. È vero che la Roma ha fatto turnover in Europa League. Abbiamo visto un super Pisilli, che sulla carta dovrebbe essere una riserva, ma sono anche dell’idea che una squadra che vince in Europa sia poi stimolata. È vero che si spende benzina a livello fisico, ma sul piano delle motivazioni fare bene in Europa ti dà quella benzina mentale che può servirti anche in campionato. Per questo non vedo un vero handicap per la Roma nel fatto di aver giocato giovedì". 

A proposito della Roma, i giallorossi possono ora contare su due nuovi rinforzi offensivi come Robinio Vaz e Donyell Malen. In che modo cambia, secondo te, la squadra di Gasperini? Pensi che questi innesti possano aumentare le chance di qualificazione alla prossima Champions League?
"Robinio Vaz è un attaccante fisico che può essere utile alla Roma in ottica futura, con la possibilità di crescere con tranquillità. Malen, invece, è già pronto all’uso: è un giocatore che arriva dalla Premier League. Sappiamo che i calciatori provenienti dalla Premier League hanno spesso un impatto molto forte su questo campionato e, personalmente, Malen mi ha davvero impressionato. Credo che possa essere il pericolo numero uno della partita di domani. È vero che anche Soulé quest’anno sta facendo molto bene e che si è visto un Dybala ritrovato, ma Malen può rappresentare la vera spina nel fianco della difesa rossonera, anche perché sarà la sua prima partita all’Olimpico. Da questo punto di vista, a mio parere, la Roma si è rinforzata bene nel reparto offensivo. Considerando che mancano pochi giorni alla fine del mercato e che in rosa ci sono ancora Ferguson e Dovbyk, la squadra dispone di un reparto avanzato numeroso e di qualità. Le chance per la Champions League? Certamente sì, perché, come dicevo, la Roma sta disputando un’ottima stagione. Gasperini è chiaramente un allenatore molto esigente. Nelle ultime settimane si sono visti alcuni confronti con la dirigenza, più che veri e propri diverbi, perché lui, come Conte e altri allenatori, è molto attento ed esigente anche sul mercato. Le sue richieste sono state rispettate con questi nuovi arrivi e la Roma può certamente lottare per la zona Champions League, ma anche, finché la matematica non lo impedirà, per uno scudetto che sarebbe davvero pazzesco e clamoroso". 


Altre notizie
PUBBLICITÀ