Il rischio che Ranieri avesse ragione
Due vittorie nelle ultime 11 partite sono numeri da horror. Quando le cose vanno male, poi, spesso il fato si accanisce: Koné è uscito per un altro problema muscolare (e viene da pensare che non avesse totalmente recuperato) e la Roma, dopo essere stata sotto per 3-1, ha urlato, ha ringhiato, ha detto No alla sconfitta. Ci ha provato e ha rimontato con le energie rimaste a disposizione, non molte probabilmente. Perdere così, nell’ultima parte del secondo tempo supplementare, è anche peggio perché ora i giallorossi avranno un macigno sulle gambe sia per l’oggettiva fatica, sia per il morale, che non aiuterà i calciatori a recuperare prima, anzi. E il Lecce diventa allora un cliente scomodo, molto scomodo. Nell’ultima parte della stagione, più che il valore della rosa contano le motivazioni. Una squadra a metà classifica è più semplice da affrontare di una piccola in piena lotta retrocessione, come il Lecce.
ANNO DI TRANSIZIONE? "Sono stati la società e Ranieri a dire che questo sarebbe stato un anno di transizione. Chi ha parlato di Champions come obiettivo sono io”. Così parlava qualche settimana fa Gian Piero Gasperini. E il rischio che Ranieri sia stato più avveduto è concreto. L’Europa è andata e in classifica ci sono tre punti e due squadre tra la Roma e la Champions. E poi c’è la condizione generale di una squadra che, da un paio di mesi a questa parte, ha perso brillantezza, un po’ per gli infortuni, un po’ per altri motivi, però è un dato di fatto che i giallorossi, da qualche settimana, danno sempre l’impressione di fare una fatica tremenda. E il gol di Gatti di inizio marzo ha fatto precipitare ancora di più le cose e, da quel giorno, sono arrivate ben tre sconfitte e un pareggio. C’è da dire che i giocatori stanno dando tutto, non si può dire il contrario. Il che da una parte conforta, ma dall’altro fa capire quanto sia delicata la situazione.