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La differenza tra Roma e Bologna c'è. Che la squadra faccia pesare una caratura europea maggiore

di Luca d'Alessandro

In un momento del genere, tra risultati negativi e quella sensazione di essere presi in giro da decisioni arbitrali sfavorevoli, la Roma deve ritrovare le forze per passare il turno contro il Bologna. Il fattore Olimpico da propria parte, ma i tifosi non vanno in campo e come ha spesso detto Mancini sono i calciatori che si devono tirare dietro i tifosi e non viceversa. Se per Gasperini tra Roma e Bologna "non c’è tutta questa differenza: sono due squadre molto vicine nei valori", in alcune partite la maglia ha un peso specifico e sotto questo punto di vista quella della Roma, di questa Roma, pesa nettamente più di quella del Bologna. Perché se la squadra è composta dai Pellegrini, dai Cristante che sono l'emblema della mediocrità di questa squadra secondo la stragrande maggioranza dei tifosi, i giocatori sono fondamentalmente gli stessi che hanno portato la Roma ad avere una dimensione europea mai avuta prima. 

Se il campionato può considerarsi compromesso, giocare in Europa può sgombrare la testa dei giocatori che ha fatto brutti scherzi nelle ultime gare.  Probabilmente, ci fosse stata una squadra straniera e non una italiana come avversaria sarebbe stato meglio, ci sarebbe stato un distacco più netto. Tuttavia è lecito aspettarsi la prestazione in una gara da dentro o fuori, in una partita che vale una stagione (comprometterla già a marzo sarebbe delittuoso dopo l'essere stati al primo posto e praticamente sempre in zona Champions). Serve mettere l'abito elegante, quello delle grandi occasioni e ritrovare quella consapevolezza smarrita. 


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