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Roma-Cagliari - Zebina, i manganelli, le Zebinate, l'addio polemico e l'arte: "Prima ero un brocco, poi non dovevo andare via"

di Redazione VGR

Un pezzo di scudetto passato in Sardegna. Roma-Cagliari fa emozionare Jonathan Zebina. Nato a Parigi, si afferma come difensore centrale nel Cannes. Un posto magico, non solo in campo. Anzi, soprattutto fuori. Due stagioni prima di spiccare il volo verso quella Serie A dei sogni, all'epoca. La Premier League di oggi. 

CASTEDDU - Pensate: Ventura e Cellino, rispettivamente allenatore e patron del Cagliari, si erano recati a Cannes per un altro giocatore. E invece tornarono con Zebina, pagato 800 milioni di lire e inseguito in un parcheggio per costringerlo ad accettare. Un affare. In due anni, il francese dimostra di saperci stare in Serie A. Eccome. Difensore centrale e anche terzino destro all'occorrenza.

MANGANELLI E SCUDETTO - Duttilità che colpisce Capello, che lo vuole nella nuova Roma che sta nascendo. Zebina arriva così nella Capitale in cambio di quasi 20 miliioni di euro attuali. Subito campione d'Italia, difficile da spiegare. Anche con un ruolo da protagonista, viste le sue 22 presenze, con più di 1700' giocati. Diventa il più giovane francese a vincere lo scudetto. Eppure non mancano le tensioni, complice qualche prestazione non indimenticabile, soprattutto all'inizio, di Jonathan e dei giallorossi. Celebre il suo racconto: "Ricordo il primo mese, fu tutto molto strano. I tifosi ci contestarono a Trigoria dopo l’uscita dalla Coppa Italia (contro l'Atalanta, ndr). C’erano gli elicotteri, i furgoni della polizia, pattuglie ovunque. Scene da far west. Mi presi una manganellata in testa da un tifoso perché non mi sono mai nascosto e ci ho sempre messo la faccia. Quante voci false sul mio conto, pensate che in discoteca mi addormentavo per la noia!". Carattere particolare, insomma. Uno dei pupilli di Capello, lascerà la Capitale proprio per seguire Don Fabio alla Juventus. Grazie all'ex allenatore giallorosso, tra l'altro, scoprì anche l'arte. Andò via da traditore, fatto mai accettato dallo stesso Zebina, salutando a zero nel 2004. "Ingiusto, prima ero un brocco e dovevo andarmene, poi invece ero diventato importante". Un centrale moderno, bravo a uscire palla al piede e a volte anche troppo sicuro. Da qui la nascita di alcuni errori pesanti e la nascita del termine Zebinate

LE VITTORIE E L'ADDIO - Anche in bianconero vince subito da protagonista ma l'anno dopo pretende un raddoppio dell'ingaggio e i rapporti con la Vecchia Signora si logorano presto. Colpa anche di alcuni infortuni. Perde centralità. Causa Calciopoli, scende in B con la Juventus, torna in A e lascia il Piemonte nel 2010. Brescia, Tolosa e Arles-Avignon le ultime tappe prima di dire basta. Una sola presenza in Nazionale, con la sensazione che avrebbe potuto fare di più. Oggi si gode la vita, usa poco i social e gira per mostre d'arte. “Da solo sto proprio bene. A Roma andavo pure al cinema da solo. Anche le mostre, le ho sempre viste quando non c’è tanta gente. Mi hanno sempre detto che ero un po’ strano, atipico per essere un calciatore. Forse hanno pure ragione, ma pazienza”. Zebina vive sempre a modo suo.

Le probabili formazioni di Roma-Cagliari, lunedì 9 febbraio ore 20:45 (24ª giornata di Serie A)
ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, El Aynaoui, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Malen. 
A disp.: Gollini, Ziolkowski, Rensch, Angelino, Lulli, Tsimikas, Pisilli, Zaragoza, Venturino.
All.: Gian Piero Gasperini
Ballottaggi: El Aynaoui/Pisilli, Pellegrini/Zaragoza
In dubbio: -
Diffidati: Ndicka, Wesley.
Squalificati: -
Indisponibili: Koné (lesione muscolare di secondo grado al bicipite femorale della coscia destra), El Shaarawy (infiammazione al tendine d'Achille), Dovbyk (lesione miotendinea alla coscia destra) , Ferguson (problema alla caviglia), Dybala (infiammazione capsula laterale), Vaz (lesione di primo grado al soleo sinistro), Hermoso (contusione al piede), Venturino (influenza).


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