Svilar: "A Gasperini piace il gioco diretto, giocare in avanti e abbiamo la qualità per farlo"
Alla vigilia della sfida di Europa League contro il Bologna, l'estremo difensore della Roma, Mile Svilar, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:
Mile, una cosa mi ha colpito, il fatto che, nella preparazione di una partita, l'attenzione, eccetera, hai però voluto mandare un messaggio a Kinský, portiere del Tottenham. Spiegaci perché.
«No, perché ho avuto un po' la stessa situazione otto anni fa, dove anch'io ho fatto un errore nel debutto in Champions. Poi sono passato sopra dopo qualche anno, però un portiere quando fa un errore evidente prende gol, quindi è sempre un po' più delicato. Però ovviamente mi dispiace per lui, però l'ho già visto giocare tante volte e secondo me sarà un grandissimo portiere. Quello che è successo ieri lo aiuterà a diventarlo».
Tu hai attraversato un momento difficile a Roma, perché stavi in panchina, c'era un totem come Rui Patricio, hai aspettato, sei diventato titolare, lo scorso anno miglior portiere del campionato. Che momento è per la Roma? Adesso avete subito 5 gol nelle ultime due partite, è qualcosa di normale, un assestamento? Che momento è?
«No, è un momento dove questo può succedere, succede a tutti in una stagione lunga. Dall'altra parte stiamo facendo anche più gol, quindi possiamo concentrarci anche su questa cosa, che stiamo segnando di più. Poi la nostra difesa è stata solida da tanto tempo, quindi... Tornerà a essere così».
Ti chiedo un'ultima cosa, con Gasperini cosa è cambiato nel ruolo, soprattutto con i piedi, che avevi rispetto a precedenza ad esempio a Ranieri?
«No, penso che al mister piaccia un gioco più diretto, quindi non ci fa fare tanti passaggi da dietro per poi non essere concreti. Mi piace più che la palla vada in avanti, che siamo là, che ce la giochiamo là, perché abbiamo la qualità per farlo».
Abbiamo preparato delle immagini, una parata che sembra pazzesca su Malynovski? Riesce a coprire praticamente più di metà della porta. Non so tu come abbia fatto.
«No, sì, è una bella parata, però è un peccato che, sì, che non ha aiutato per il risultato, perché il portiere è un ruolo dove la gloria personale, diciamo, è poca, perché comunque se fai una parata del genere, un'altra parata e non vinci, viene un po' dimenticata. Quindi per me è più un peccato per il risultato. Mi piacerebbe di più non fare questa parata e vincere 5 a 4 fino a fine stagione».