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Tra nervosismo e gestione del risultato: la Roma deve fare il salto mentale

di Luca d'Alessandro

Oltre al rammarico per due punti regalati a una diretta concorrente per la Champions, dalla sfida contro la Juventus è uscita una Roma nervosa. Quando si gioca a calcio, anche tra amici a livello amatoriale, il nervosismo è parte integrante del gioco, figuriamoci in ambiente lavorativo, quando oltre all'essere compagni di squadra i calciatori sono dei veri e propri professionisti. Ci sta discutere tra colleghi, con l'adrenalina in corpo e dopo aver subito un pareggio all'ultima giocata. Quello che bisogna augurarsi è che i vari errori difensivi con conseguenti "chiarimenti" non abbiano lasciato strascichi.

Cose di campo. Così si può racchiudere e archiviare il tutto. Da un aspetto mentale all'altro, quello su cui Gasperini deve lavorare, così come gli stessi giocatori, è più sotto l'aspetto della gestione della vittoria. Gli scontri diretti sono un tabu e a forza di parlarne si è creata una tensione maggiore per il risultato, tanto che, nonostante gli evidenti passi in avanti, con la Roma passata da perdere sempre a pareggiare gli ultimi tre, la squadra ha avuto paura di vincere. Meglio, la squadra non ha saputo gestire la vittoria. È mancata quell'esperienza, quella scaltrezza, quel giocatore a cui affidare la gestione degli ultimi minuti. Emblematico è Paulo Dybala che dalla panchina indicava di rimanere sulla bandierina, mentre i suoi compagni arrivavano a giocare il pallone fino a Svilar. Un controsenso assoluto perché, se vuoi evitare di subire gol, il pallone deve rimanere il più lontano possibile dalla tua porta. Anche questo rientra, come le discussioni, in un contesto circoscritto alla trance agonistica della partita.

Tuttavia, se una squadra ha il proprio punto di forza nel fatto che, una volta in vantaggio, vince quasi sempre la partita, essere stata, contro Napoli e Juventus, ben quattro volte in vantaggio (una volta anche di due gol) e farsi rimontare in quella maniera avvalora quanto scritto sopra.

Ecco che, in vista degli scontri a eliminazione diretta di Europa League, ma già da Genoa-Roma, i giallorossi dovranno rinforzare questo aspetto. Contro la squadra di De Rossi, Malen e compagni giocheranno sapendo già i risultati di Napoli, Juventus e Como, quindi potenzialmente a -5, +1 o pari punti con la squadra di Fabregas. Nel sali e scendi dell'inerzia per la lotta Champions adesso è il momento più complicato per la Roma, tra nuove avversarie (il Como), vecchie fatte risorgere (la Juventus), soliti problemi legati all'infermeria e gli impegni europei.


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