Un po’ di freschezza per spazzare le nubi
Fonte: L'editoriale di Gabriele Chiocchio
Roma-Lecce è cominciata con quattro centrocampisti centrali dei giallorossi (quelli di casa) in campo: Cristante, El Aynaoui, Pellegrini e Pisilli, col solo Malen davanti. È vero che il reparto mediano è quello attualmente più numericamente fornito, è altrettanto vero che in una gara del genere, in un momento buio e contro un avversario alla ricerca del punto, quella di Gasperini è stata una scelta conservativa, comprensibile proprio in relazione al periodo, non certo alla specificità della gara.
Gara che, con la fisionomia messa in campo dal tecnico, rischiava di trasformarsi in una triste prosecuzione, pur con diverse modalità, di Roma-Bologna, alla vigilia della sosta che avrebbe poi condotto tutti al rettilineo finale della stagione in un clima sportivamente funereo, dovuto anche ad alcune idee non brillantissime dell’allenatore nelle ultime partite. Ci ha pensato proprio colui che quella fisionomia di squadra l’ha cambiata, vale a dire Robinio Vaz, a spazzare via un po’ di nubi in un tardo pomeriggio con un clima chiaramente diverso da quello dei mesi precedenti. Già nelle partite precedenti in cui è stato impiegato, il francese ha dato un’opzione diversa alla manovra offensiva della Roma: non sarà sufficiente, da solo, per cambiare le sorti di una squadra, ma la sensazione è che la freschezza portata dal numero 78 abbia aiutato a sbrogliare una situazione che andava via via complicandosi, anche al di là del gol poi decisivo ai fini dei tre punti, con i quali la Roma inizierà lo sprint finale dietro alla Juventus per i soli scontri diretti e tre lunghezze alle spalle del Como.
Una situazione non certo comoda, specie pensando a quella che poteva essere, ma che, se non altro, fa rimanere la Roma iscritta a una corsa, quella per la Champions League, che storicamente a un certo punto della stagione diventa appannaggio di chi rallenta di meno e non di chi sprinta di più. Iniziare questo segmento di otto partite nella domenica di Pasqua contro l’Inter è di certo un handicap, ma la situazione poteva essere addirittura peggiore di questa: ci sono due settimane per pensarci e per, magari, recuperare dal punto di vista fisico.