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Boniek: "La partita contro la Juventus non è ancora decisiva per la Champions"

di Redazione VGR

Roma-Juventus è la partita Zbigniew Boniek. Cuore diviso a metà ma con un po' più di giallorosso: tre anni nella Capitale e altrettanti in bianconero. Ha vinto in entrambe le città, anche se con la Roma si è fermato a una Coppa Italia e molti rimpianti. Poco importa, perché il cuore dice regala emozioni che vanno oltre le vittorie. Questo un estratto delle sue parole a Il Corriere dello Sport:

Boniek, il cuore è diviso a metà tra Roma e Torino?
"Le ho amate entrambe, visceralmente. Solo in una, però, sono rimasto a vivere. Qualcosa vorrà dire".

Roma-Juve vale la Champions?
"Se dimentichiamo per un attimo la storia e la rivalità, ci accorgiamo che vale quanto Roma-Cremonese. Certo, andare a +7 per Gasp sarebbe tanta roba. Però manca tanto e vi ricordo che io ho perso uno scudetto che sembrava già vinto".

I ricordi più belli in giallorosso e bianconero?
"Platini tre volte capocannoniere nei miei tre anni alla Juve, poi lo diventa Pruzzo quando vado alla Roma. La costante ero io. Mi viene da ridere quando sento parlare di Zibì seconda punta. Potevo fare 7-8 ruoli. Alla Roma ho fatto pure il difensore. E con la Polonia il centravanti: tripletta contro il Belgio. Ero un centrocampista box-to-box".

Roma-Juve come finisce?
"Temo 1-1, ma vorrei in un altro modo".


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