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Divieto di trasferte, si valutano i ricorsi. Abodi e Salvini: "Ingiusto far pagare tutti"

di Redazione VGR

Il Ministero dell’Interno ha disposto il divieto di trasferte per i tifosi di Roma e Fiorentina fino al termine della stagione calcistica. La decisione arriva a seguito dei gravi episodi di violenza che hanno coinvolto le due tifoserie nella giornata di domenica lungo l’autostrada A1: i sostenitori giallorossi si stavano recando a Torino, mentre i tifosi viola erano diretti a Bologna. L’obiettivo è prevenire ulteriori episodi di tensione e garantire l’ordine pubblico, tutelando la sicurezza di tifosi e cittadini.

POLEMICHE - Il divieto delle trasferte ha ovviamente fatto molto scalpore anche tra le istituzioni. Come riportato da La Nazione, diversi legali incaricati starebbero valutando di presentare ricorso al Tar del Lazio ma i tempi non saranno brevi. Nel caso di Roma e Forentina, sulla decisione del Viminale avrebbero pesato anche il passato delle due curve. Il ministro dello Sport Andrea Abodi si è detto contrario: "Giusto che chi sbaglia paghi, ma non possono farlo tutti. Serve un sistema di sicurezza che, oltre agli stadi, controlli anche autostrade, autogrill e stazioni". Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha aggiunto a La Gazzetta dello Sport: "Sono sempre d’accordo con Piantedosi. Da tifoso che ha avuto per diversi anni la tessera del secondo anello blu della Curva Sud del Milan, non sono però mai a favore di interventi punitivi di gruppo a fronte di crimini dei singoli. Questo vale per le curve del Milan e dell’Inter che erano ahimè utilizzate come copertura da criminali, spacciatori, accoltellatori e assassini. Questo non vuol dire aprire un dibattito con l’amico Piantedosi, questori e prefetti, se ci sono 5-10-15-150 imbecilli o peggio criminali, è giusto che non vedano più una partita, ma vietare la passione o chiudere gli stadi o le trasferte a migliaia di persone perbene secondo me non è una soluzione".


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