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Roma Femminile, Bavagnoli: "La fotografia della vittoria della Coppa Italia è l'inno della Roma cantato negli spogliatoi"

di Marco Campanella

Nel video "NOTHING COMPARES TO YOU | Storia di un trionfo" pubblicato dal canale youtube della Roma, sono state raccolte delle interviste esclusive alle protagoniste della Prima Squadra Femminile che hanno vinto la Coppa Italia contro il Milan. Ecco le parole dell'ex allenatrice Elisabetta Bavagnoli: 

L'approccio alla finale?
"Quindici giorni prima della finale ho pensato che eravamo arrivate alla fine di un percorso intenso. Ho pensato che dovevamo vivercela bene questa finale e la fine della stagione".

Come la si vive?
“Penso che lo si debba fare alleggerendo, curando i dettagli per non sottovalutare nulla, ma con serenità e con i momenti di divertimento che sono stati assolutamente produttivi”.

L'esperienza alla Roma?
“Questa avventura tre anni fa è partita con tantissima voglia di fare bene, con tantissima gratitudine per l’opportunità che mi è stata data di iniziare un percorso importante e incredibile”.

L'infortunio a Serturini?
“Quando Serturini si è fatta male a Napoli ho vissuto non molto bene quel momento, ma non perché ho pensato di non averla per la finale, ma perché l’ho vista a terra e mi sono preoccupata infinitamente. Mi sono mandata a quel paese da sola, mi sono chiesta perché l’abbia fatta entrare, lo ammetto”.

La preparazione della finale?
“Ci siamo allenate nei calci di rigore, credevo che fosse fondamentale non tralasciare alcun dettaglio. Dal primo giorno di allenamento dell’ultima settimana prima della finale ho chiesto alle ragazze di calciare un rigore a testa, come li avrebbero calciati in finale. Quindi facendo la strada per arrivare dalla metà campo al dischetto e tirando un solo rigore. Dovevano provare la tensione che avrebbero provate se fossimo andate ai rigori”.

Il momento del calcio femminile?
“Il calcio femminile viene visto, è appassionante. Questo perché tutte le giocatrici di oggi e di ieri hanno fatto tanto per fare questi passi in avanti”.

La finale Primavera?
“Noi siamo la Roma, la prima cosa importante quando siamo arrivate al Mapei era la partita con la Primavera. Non poteva togliere niente, ma solo dare emozioni in più alle ragazze della prima squadra”.

Il Mapei Stadium?
”Davvero bello, ringrazio tutti gli organizzatori. Una finale girata in prima serata è stata molto bella, è stato giusto così”.

Pipitone?
“Non potevamo desiderare un portiere migliore per queste tre stagioni. Ci ha accompagnato in ogni momento del nostro percorso, dai più belli ai meno belli. La voglio ringraziare”.

L’intervallo?
“Ho detto che dovevamo essere brave a muoverla più velocemente per avere in mano il pallino del gioco”.

I supplementari?
“Ci siamo ritrovate con qualche giocatrice che era provata, che aveva dato tanto e la cosa più importante è stata la gestione di alcuni momenti, dei cambi. Quello è stato il momento più importante”.

Il rigore di Bernauer?
“Quella camminata è stata bella da vivere. Ho guardato Vanessa andare verso il dischetto e avevo la percezione di grande forza”.

L’emozione della vittoria?
“La fotografia della finale è l’inno della Roma che abbiamo cantato nello spogliatoio a fine gara. È un momento che mi ha emozionato tantissimo, molto più dei momenti in gara o durante i rigori”.


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