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Scacco Matto - Fiorentina-Roma 1-1

di Gabriele Chiocchio

Ennesimo pareggio per la Roma, che segna però in trasferta sul campo della Fiorentina prendendosi un leggero vantaggio in vista della gara di ritorno.

Garcia, in assenza di Totti, sceglie un tridente composto da Florenzi, Iturbe e Ljajic, lasciando Gervinho in panchina e il pallone ai viola, vista l’iniziale assenza di Pjanic, mentre dall’altra parte Ilicic agisce da falso attaccante, aumentando la qualità in campo. La Fiorentina inizia forte con il consueto possesso palla, reso più ampio dalla posizione di Joaquin, che gioca a ridosso della linea laterale come accaduto nel match di Coppa Italia dell’Olimpico. Progressivamente i giallorossi perdono terreno e si rintanano nel loro terzo di campo; non è però questo il problema più grave della Roma, che gira a ritmi lentissimi soprattutto quando il pallone lo deve trattare. Questo fa gioco facile al solito pressing sulla costruzione bassa dei centrali, anche se l’errore di De Rossi che manda Salah a servire Ilicic non nasce in situazione di aggressione asfissiante. Dopo il vantaggio la squadra di Montella aumenta il tasso di verticalità delle sue azioni, con il duello in velocità tra Salah e Manolas prima dell'uscita del greco, ma questo non porta ulteriori pericoli alla porta di Skorupski, mentre dall’altra parte Neto passa una tranquilla prima parte di serata visto che la linea difensiva viola non lascia profondità ai tre attaccanti avversari. Dopo l’uscita di De Rossi e l’ingresso di Pjanic, con Keita in posizione di mediano, la Roma si alza di diversi metri e ha più qualità, anche se per farla valere deve attendere l’ultima frazione del primo tempo, con un calo della Fiorentina che permette ai giallorossi di giocare il pallone anche nella metà campo opposta. Ljajic spesso lo riceve sui piedi cercando dribbling anche improbabili, mentre Florenzi va più in profondità creando (seppur da una posizione irregolare) quello che è di fatto l’unico pericolo corso da Neto nella prima parte di gara, che resta tale per un incredibile errore di gestione di Iturbe, schierato in posizione centrale, che non scarica il pallone su un tre contro due a suo vantaggio.

La ripresa vede una Fiorentina che comincia a faticare a mantenere ritmo nelle gambe e nella testa: aumentano gli errori di palleggio - anche a causa dell’uscita dal campo di Pizarro - e di piazzamento, come quello che manda Iturbe davanti a Neto, che lo stende e guadagna il rigore poi fallito da Ljajic. Centralmente i viola cominciano a soffrire la corsa dei tre avanti e a centrocampo Pjanic riesce a giocare più palloni, e devono rinunciare a muovere ostinatamente l sfera, giocando a volte il pallone lungo per le incursioni di Borja Valero, bravo a inserirsi in mezzo alla linea difensiva giallorossa non bene posizionata, così come non è bene posizionata la difesa di Montella sull’angolo che manda al gol Keita. Col passare del tempo e il calare delle energie, nonostante gli ingressi di Babacar e Gervinho è la Roma a rimanere più a galla, chiudendo col pallone tra i piedi ma non creando altro, col punteggio che resta di 1-1 fino alla fine.


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