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Siviglia-Roma 5-2 d.t.r. - Scacco Matto - Sfortuna, arbitri e cambi

di Alessandro Carducci

LE SCELTE - José Mourinho butta nella mischia a sorpresa Paulo Dybala dal primo minuto. L'argentino si mette in coppia con Pellegrini dietro a Tammy Abraham. Celik e Spinazzola agiscono sulle fasce con la coppia Cristante-Matic che torna titolare. La linea difensiva è quella di tutta la stagione, con Mancini, Smalling e Ibanez. 
Mendilibar risponde con il consueto 4-2-3-1 con Navas e Telles terzini di spinta. Rakitic e Fernando agiscono in mezzo al campo con Ocampos, Torres e Gil dietro all'unica punta, En-Nesyri.

ATTEGGIAMENTO - La Roma cerca di non schiacciarsi e vuole mantenere un baricentro medio-alto andando ad occupare le linee di passaggio avversarie. Quando, invece, il Siviglia riesce a consolidare il possesso e a guadagnare campo, la squadra di Mourinho si compatta con una sorta di 5-3-2, con Pellegrini sulla linea di Cristante e Matic mentre Dybala rimane in coppia con Abraham. Questo 5-3-2 difensivo consente alla Roma di difendere efficacemente le fasce, campo di caccia preferito del Siviglia. Infatti, non solo i due esterni possono difendere quella porzione di campo ma vengono aiutati dai due interni di centrocampo, Pellegrini da una parte e Cristante dall'altra.

FASE DI POSSESSO - Quando è la Roma ad avere palla, Matic rimane molto basso per dare una linea di passaggio in più mentre Cristante tende a salire (e chissà che non possa essere un abbozzo di centrocampo a tre per il prossimo anno). L'uscita del pallone è favorita anche dai movimenti di Pellegrini e, soprattutto, Dybala mentre sugli esterni la Roma va un pochino a sbattere sia con Spinazzola, sia con Celik, il quale pensa maggiormente a tenere la posizione. Più di una volta, la Roma tenta le improvvise verticalizzazioni e i cambi di gioco (soprattutto con Cristante) ma riesce a passare in vantaggio sfruttando il punto debole del Siviglia, quella leggerezza nelle marcature preventive che consente a Dybala di farsi trovare libero dopo il filtrante di Mancini. 

SECONDO TEMPO - Nella ripresa, la Roma fa l'errore di abbassarsi, errore frutto un po' della volontà del Siviglia di pareggiare, un po' della sfortuna che regala il gol agli andalusi con un goffo intervento di Mancini. Da quel momento, i giallorossi perdono qualche certezza e l'uscita di Dybala abbassa notevolmente il tasso tecnico. L'argentino non aveva più minuti nelle gambe ed era costretto a uscire: in questo momento avviene, però, uno sliding doors importante della gara.

I CAMBI - Ci troviamo al minuto 68 con Wijnaldum che prende il posto della Joya. Dybala è costretto a uscire, e siamo tutti d'accordo. Stupisce, però, l'ingresso proprio di Wijnaldum. Le opzioni erano: El Shaarawy, Bove o proprio Wijnaldum. Con il senno di poi, il Bove dell'ultimo mese è tre categorie sopra a questo Wijnaldum ma possiamo immaginare che, in una gara delicata come una finale, ci si possa affidare a chi ha un'esperienza europea enorme, sebbene sembri svogliato e poco brillante. Strano, però, che non sia entrato El Shaarawy. Probabilmente, Mourinho ha voluto coprirsi per cercare di attaccare in contropiede o, semplicemente, ha voluto aspettare un po'. Fatto sta che El Shaarawy (l'unico che vede la porta su azione dopo Dybala) entrerà solo nel secondo tempo di recupero, troppo tardi per entrare in partita. La sfortuna, la stanchezza e la tremenda direzione arbitrale hanno fatto il resto.


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