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Hellas Verona-Roma 1-1 - Top & Flop

di Claudio Lollobrigida

TOP

PRIMO TEMPO - Come già accaduto giovedì, la Roma approccia bene la gara dai minuti iniziali, chiudendo il Verona nella propria metà campo e risultando in parziale crescita dal punto di vista della brillantezza fisica.

TOTTI - La Roma chiama, il Capitano risponde. Pur non disputando un match memorabile, è del numero 10 il missile che sblocca la gara. Quando il gioco si fa duro, la Roma sa di potersi ancora aggrappare al suo simbolo.

LJAJIC - Il folletto serbo cala sì nella ripresa insieme a tutta la squadra, ma nel primo tempo risulta ancora uno dei migliori. Non solo tanto movimento, ma anche un paio di apprezzabilissimi ripiegamenti difensivi in aiuto di Florenzi  e Torosodis. La traversa colta su punizione a fine primo tempo grida ancora vendetta. 

FLOP

SECONDO TEMPO - Il copione seguito dalla Roma è ormai sempre lo stesso: la squadra offre una buona prestazione soltanto in una delle due frazioni di gioco, mentre nell'altra quasi scompare dal campo. Oggi il calo c'è stato nei secondi 45' minuti, durante i quali l'intensità dei singoli e del collettivo è andata presto scemando e, per di più, sono stati concesse diverse ripartenze al Verona, una delle quali non decisiva soltanto per il doppio salvataggio di Torosidis.

GIOCO LENTO - La squadra di Garcia ha di nuovo tenuto per gran parte del tempo il pallone, ma per lo più in maniera sterile. Pochi cambi di gioco, poche verticalizzazioni e i soliti problemi a perforare difese compatte come quella proposta da Mandorlini. Speso i giallorossi ricorrono al comodo suggerimento orizzontale, che limita i rischi ma anche le possibilità di andare a rete.

AREA VUOTA - Uno dei principali problemi della Roma di questa stagione è la poca presenza in area di rigore. Gervinho, Totti e Ljajic circumnavigano l'area per creare spazi ed aprire le difese, ma al momento di concludere le azioni emerge la necessità di avere una figura di riferimento vicino alla porta avversaria. Problema che, al momento, l'innesto Doumbia è lontano dal risolvere.

GERVINHO - Garcia sperava di poter contare sul suo entusiasmo per la vittoria della Coppa d'Africa, che però ha per ora restituito un Gervinho ai limiti dell'imbarazzante. Pochissimi strappi, stop e passaggi sbagliati, poca lucidità negli step decisivi dell'azione offensiva.

PJANIC - Il bosniaco continua a essere il fantasma di se stesso. La condizione fisica può essere di certo un'attenuante, ma fino a un certo punto. Che giochi più dietro o tra le linee il suo apporto alla manovra è limitato e da uno come lui ci si aspetta ben altro che il compitino.

LA SFORTUNA - Una traversa piena e un gol subìto al primo tentativo avversario, per di più dopo una doppia deviazione che ha messo fuori causa De Sanctis. La Roma degli ultimi tempi è tutt'altro che esaltante, anche la Dea Bendata si è dimenticata di Trigoria ormai da un po'.

UN'ALTRA X - Rispetto al rendimento casalingo, quello esterno di questi mesi è stato più costante. Ma da Verona la Roma torna con l'ennesimo pareggio stagionale - peraltro subendo ancora gol - che allontana ancora di più la Juve e potrebbe avvicinare ulteriormente il Napoli.

GARCIA - Come spesso accaduto ultimamente, anche le scelte del mister francese sono sembrate alquanto poco lucide. Su tutte l'ingresso di Doumbia per Totti, con l'ivoriano che non ha portato praticamente nulla alla causa giallorossa. Senza contare la decisione quantomeno curiosa di lasciare in campo rispettivamente per tutta la partita e per 85 minuti Gervinho e Pjanic, i peggiori al Bentegodi per distacco.


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