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Cambio Campo - Cavallero: "Sul mercato occhio a Rugani e Romero. Zaniolo è un potenziale fuoriclasse: se non si fa un'operazione di prospettiva per lui, per chi altro?"

di Alessandro Pau
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Alessandro Pau
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Torna l'appuntamento con "Cambio Campo", la rubrica di Vocegiallorossa.it nella quale, prima di ogni partita della Roma, vi proponiamo un'intervista ad un giornalista che segue la squadra avversaria.

L'ospite di oggi è Luca Cavallero, giornalista di Radio Bianconera, con il quale abbiamo parlato di Juventus-Roma.

Sarri può davvero schierare la formazione U23? In tal caso che partita ci si può aspettare?
"Opzione altamente probabile, alla luce del fatto che - come sottolineato da Sarri in conferenza stampa - al momento la squadra è in recupero fisico - ma soprattutto mentale - dopo il tour de force tra campionato e Coppa Italia: non dimentichiamoci che la Juventus - insieme a Lazio, Inter, Napoli e Milan - è partita il 12 giugno con la Coppa Italia, una settimana prima degli altri. Sul lato delle aspettative della partita: penso che la componente dell’entusiasmo sarà prevalente in orbita Juve. Giocatori come Muratore e Zanimacchia non hanno - per esempio - nulla da perdere: il piglio con cui il secondo è subentrato con il Cagliari è stato degno di nota: Sarri si è impuntato per non cederlo in prestito a gennaio e ci ha visto giustissimo. Ricorda molto - per classe e personalità, ci mancherebbe altro - il percorso di Alessio Riccardi alla Roma".

Se invece giocherà la formazione classica, quali potranno essere le chiavi tattiche del match?
"Ritmi leggermente più bassi su entrambi i fronti: Lione e Siviglia rappresentano due banchi di prova chiave nel giudizio complessivo di Sarri e Fonseca. Meglio non rischiare in termini di posta in palio. In ogni caso mi aspetto una partita molto diversa dall’ultimo incrocio in Coppa Italia: non sarà infatti una Roma rimaneggiata come in quella circostanza, in cui - non dimentichiamoci - Fonseca non riuscì a imbrigliare tatticamente Sarri come gli capitò invece pochi giorni prima in campionato: considerata la Juve pre lockdown, la Roma fu una delle poche squadre che riuscì ad allargare le distanze tra i due centrali e creare varchi interessanti contro i bianconeri".

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Si aspetta una Juventus spenta con la testa alla Champions?
"Mi aspetto un approccio quantomeno differente rispetto al Cagliari: direbbe molto - in termini di attitudine e concentrazione, al di là degli interpreti - della predisposizione della Juve contro il Lione, al momento partita chiave della stagione".

La Juve ha vinto il campionato con un numero di punti piuttosto basso rispetto agli altri 8: da cosa è dipeso?
"A mio giudizio dalla tendenza di Sarri nell’insistere su determinati principi completamente non affini alla Juventus degli ultimi anni: la difesa a zona sulle palle inattive costituisce una riprova vitale in questo senso. Poi i bianconeri sono andati consapevolmente scoperti in determinati reparti: penso alla corsia di sinistra, in cui si è affrontata la stagione con il solo Alex Sandro - da due stagioni e mezzo altalenante e sotto rendimento - senza un ricambio effettivo, o all’attacco, in cui il solo - e fisicamente poco affidabile - Gonzalo Higuain è stato l’unico centravanti di ruolo. Detto questo c’è poi tutto il demerito degli avversari da rimarcare, Atalanta compresa: con Sarri era risaputo che la Juve avrebbe cambiato impronta tattica e che sarebbe stata una stagione quasi di rodaggio. Inter, Lazio e Atalanta non hanno avuto quel “quid” in più. Per non parlare del Napoli: Ancelotti a Dimaro, un anno esatto fa di questi tempi, parlava di scudetto, alla guida di una squadra a fine ciclo, piena di incognite e mal strutturata. Gattuso ha saputo ricomporre i cocci, ma alle vittorie dei trofei bisogna dare continuità nel tempo, e in quest’ultimo decennio la Juve ne è stata maestra per eccellenza".

Come giudica la prima stagione giallorossa di Spinazzola?
"24 partite, un gol e un assist sono emblematici di un giocatore in ripresa. Spinazzola era reduce da un’importantissima stagione con l’Atalanta: l’infortunio ha interrotto bruscamente il suo percorso. Terzino sinistro assolutamente da titolare in nazionale se al top della condizione: se non fossero subentrate logiche di plusvalenza ma si fosse tenuto conto esclusivamente dell’aspetto tecnico, a mio giudizio avrebbe soffiato tranquillamente il posto da titolare ad Alex Sandro in questa stagione. Alla Roma, con un allenatore tatticamente evolutivo come Fonseca, può soltanto crescere ulteriormente".

Si parla di diverse trattative sull'asse Roma-Torino: secondo lei quali mosse potrebbero concretizzarsi davvero nel prossimo calciomercato?
"I rapporti tra le due società sono costanti e frequenti e se dovessi sceglierne la chiave di volta citerei Miralem Pjanic: la Roma lo ha plasmato e alla Juve ha acquisito un appeal internazionale, che manterrà al Barcellona, verosimilmente ultima tappa di rilievo della sua carriera. Ma anche Szczęsny, la cui parabola ascendente riecheggia un po’ i medesimi principi: il portiere polacco ha acquisito infatti valore in termini tecnici e caratteriali specialmente alla Roma: non hai la tenuta psicologica tale da resistere con alle spalle una leggenda come Buffon. In questo senso è stato aiutato molto dall’aver avuto dietro nelle gerarchie Allison nelle stagioni in giallorosso. Nel merito penso che, qualora la Roma non riuscisse a tenere Smalling, potrebbero aprirsi eventuali spirali in orbita Rugani - come un’estate fa - e Romero. E poi - mia mera suggestione, senza alcun fondamento - sappiamo che la scorsa estate, di questi tempi, Fonseca corteggiava ardentemente Higuain telefonicamente, garantendogli anche la fascia da capitano... La butto lì: ma in caso Dzeko partisse, perché non lecito pensare ad un eventuale ritorno di fiamma, in caso di permanenza di Fonseca?".

Un nome caldo è quello di Zaniolo: la Juventus ha davvero bisogno di lui? Quanto c'è di vero? Su quale cifra possono lavorare le due società?
"Su Zaniolo ci tengo a fare un discorso ben specifico: non sono un estimatore dell’etichetta del carattere da Juventus o meno. Zaniolo è un potenziale fuoriclasse e parliamo di quello che fa in campo, non in discoteca: il resto sono tutte chiacchiere. In appena due stagioni, da esordiente, non collezioni 52 presenze e 10 gol in maniera casuale: impariamo a valorizzare i talenti italiani; fosse stato in un club di Premier sarebbe stato gettato nella mischia a 17 anni, come Van Persie: altro che mancata riconferma alla Fiorentina! Venendo nel merito, io vedo la sua evoluzione tattica ultima nel 4-3-1-2 da trequartista: affinasse ulteriormente il tiro da fuori sarebbe ancora di più devastante. Le ultime indiscrezioni palerebbero di Bernardeschi e Romero più un conguaglio, alla luce del fatto che la sua valutazione è di 60 milioni: se non fai un’operazione di prospettiva di questa tipologia per Zaniolo, mi chiedo per chi la debba, in alternativa, fare!".

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