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May the 4th be with you: nasce la special Roma

di Luca d'Alessandro
Fonte: L'editoriale di Luca d'Alessandro
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Tanto tempo fa, in una stagione lontana lontana... c'era una Roma che contro tutti i pronostici, da vera underdog, era stata capace di stabilizzarsi tra le prime quattro in classifica e vincere il proprio girone di Europa League con largo anticipo. Il tutto fatto in maniera anomala, ovvero, grazie a un 11/11 contro le così dette squadre provinciali. Un qualcosa di particolare, visto che la domanda fosse quanto sarebbe potuta durare. La speranza era lecita e la squadra, dalla ripresa del calcio dopo il Covid-19, grazie al varo di un nuovo sistema tattico con cui era riuscita a vincere sempre, eccezion fatta degli scontri diretti, dava segnali di poter arrivare in fondo. 

IL LATO OSCURO DELLA FORZA - Non è stato così, perché qualcosa si è rotto a livello di alchimia tra squadra ed allenatore. Il primo episodio risale alla disfatta di Coppa Italia contro lo Spezia, dove Fonseca manda in campo 6 uomini (sostituzioni ammesse 5) e la Roma, in dieci, perde sia in campo che in tribunale. Un grande figuraccia che porta alla rottura del rapporto tra Dzeko e il tecnico portoghese: bosniaco fuori squadra e niente più fascia di capitano. 
L'inizio della fine però si può tranquillamente ricondurre al post Roma-Napoli, quando Fonseca accusa la squadra di non avere la mentalità giusta per qualificarsi in Champions League. Anche qui il capitano dei giallorossi, divenuto Pellegrini, risponde al tecnico, non condividendo il pensiero del mister. Non è un caso che da quella partita la Roma abbia mollato definitivamente in campionato, ottenendo appena 5 punti sui 18 disponibili

UNA NUOVA SPERANZA - O meglio il collante che teneva insieme il tutto era l'Europa League, l'ultima speranza per Fonseca, la Roma di centrare la Champions League. Una competizione giocata da grande squadra ottenendo risultati, con l'apoteosi tattica del tecnico contro il suo Braga, o gare da mozzafiato come il doppio confronto con l'Ajax che ha portato la Roma in semifinale. All'Old Trafford però è stato presentato il conto. Un conto troppo amaro, troppo pesante. Una sconfitta che ha minato definitivamente il rapporto tra il tecnico e una società che ormai era intenta a cercare il sostituto di Fonseca. 

MAY THE 4TH BE WITH YOU - Il 4 maggio intorno alle 12:00, orario che per la tradizione romana rappresenta il colpo di cannone del Gianicolo, a questo riecheggia nel web, ancor più forte, il comunicato con cui la Roma annuncia che Fonseca non sarà più l'allenatore dei giallorossi dalla prossima stagione. Facendo una sorta di analisi di queste due stagioni il pensiero di chi vi scrive è che nel rapporto di lavoro è stata più la Roma e la Serie A a dare a Fonseca che il contrario. Sicuramente il tecnico portoghese da questa esperienza ne uscirà notevolmente arricchito. Basti vedere come sia arrivato nella Capitale con un'idea di calcio impostato sul 4-2-3-1 con una difesa altissima a pressare e una manovra palla a terra con gli esterni a piede invertito a entrare in mezzo al campo per creare danni alle difese e a come lascia, con una squadra che gioca a 3 in difesa, con 2 esterni che sono due terzini e appena due attaccanti (Dzeko/Borja + Mkhitaryan), con un centrocampista avanzato a fare il trequartista come Pellegrini e un centrocampo in balia degli eventi. Un allenatore che quando si è dovuto confrontare con gli altri tecnici delle big italiane ha dimostrato quanto ancora debba crescere tatticamente per essere competitivo nel nostro campionato: 5° posto la scorsa stagione, 7/8° in questa che si sta per concludere. Alla Roma lascia il fatto di essere tornata a riassaporare un palcoscenico europeo di prestigio (seppur in Europa League) e la rivalorizzazione di un paio d'elementi che potranno essere utili in futuro. Probabilmente verrà ricordato per il suo tabù contro le big, per i tanti gol subiti dalla squadra in fase d'impostazione dal basso e per i 6 cambi effettuati contro lo Spezia. Un giudizio forse troppo negativo, ma rientra nei rischi del mestiere.

SPECIAL ROMA Dalla prossima stagione la Roma ricomincerà un nuovo progetto. L'ennesimo. Questa volta si ripartirà dal un big. Segno tangibile che dà la proprietà, attesa dalla sua prima vera stagione, dopo essere subentrata lo scorso agosto: Josè Mourinho. Lo Special One, nella speranza di vedere una Special Roma. Vista la giornata mondiale in cui si celebra la saga di Guerre Stellari non resta che augurare a tutti: may the 4th be with you. 

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Mercoledì 12 maggio 2021
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