Sabatini: "Ci stiamo consegnando alla mediocrità. De Rossi? è stata una maniera errata di approcciare alla partita"

27.02.2012 10:24 di  Francesco Gorzio   vedi letture
Fonte: Radio Anch'io lo Sport
Sabatini: "Ci stiamo consegnando alla mediocrità. De Rossi? è stata una maniera errata di approcciare alla partita"
Vocegiallorossa.it
© foto di Alberto Fornasari

Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, è intervenuto alla trasmissione radiofonica Radio Anch'io Sport per commentare la brutta sconfitta dei giallorossi contro l’Atalanta:

E’ un progetto che ha bisogno di tempo
“Si, siamo vittime di una situazione tecnica oscillatoria. Facciamo una partita equilibrata con il Parma e una non adeguata con l’Atalanta, sono tappe di un percorso che sapevamo esser duro. La partita di ieri è uno spartiacque non positivo, ci stiamo consegnando alla mediocrità, c’è una settimana fondamentale per la stagione ora”.

Una squadra giovane, è vostro il futuro?
“La gioventù non giustifica prestazioni negative, non ho mai pensato che esser giovani vuol dire perdere le partite o non essere all’altezza. Dobbiamo essere pronti per il derby e per il proseguo della stagione”.

Caso De Rossi, quanto può pesare questa scelta?
“Si indugia molto su questa scelta di Luis Enrique e cerco di spiegarla: stiamo parlando di De Rossi che, oltre a essere un grande calciatore, è andato in campo negli ultime due mesi facendo grandi sacrifici, ha dato sempre il suo contributo. Si parla di un valore simbolico; quando Luis Enrique dice che il ragazzo non era pronto non era per camuffare una cosa. Questo ritardo a ridosso di una partita l’ha considerata una grave superficialità, una maniera errata di approcciare alla partita”.

Non sarebbe bastata una semplice multa?
“Siamo andati in sofferenza e abbiamo pagato dazio, non so se con Daniele avremmo fatto un’altra partita, accettiamo questo sistema di valori. Nei giorni in cui mi stavo avvicinando alla Roma molta gente mi invitava a metter mano a uso e costumi a quello che era definito l’impero decadente di Trigoria. Non inventiamo calcio e non vogliamo essere un modello per nessuno, se vogliamo costruire qualcosa dobbiamo andare avanti per questa strada”.

Avete portato a Roma Luis Enrique, un integralista del calcio
“In questo caso parliamo di un calciatore al di sopra di ogni sospetto, non sono cose che si fanno gratis, quando si sarà affermata una cultura comune a tutti la Roma sarà più forte”.

La convocazione di Borini in Nazionale
“Siamo molto orgogliosi di questa cosa, ma ciò non mitiga a sufficienza l’amarezza per la partita di ieri, siamo contenti per lui e per tutti noi”.

Come hanno reagito i compagni alla scelta di Luis Enrique?
“Hanno reagito con un po’ di sconcerto, riguardava un calciatore trainante. Se avesse riguardato Piscitella non ci sarebbe stato questo sconcerto, non c’è un regime khomeinista. La Roma è molto liberale cosi come lo è Luis Enrique, non facciamo ritiro e partiamo il giorno stesso della trasferta, sanno che non ci sono deroghe in alcuni casi e devono accettarlo”.

Perché Kjaer in tribuna?
“E’ una scelta tecnica, correva voce di uno scontro fisico tra De Rossi e Kjaer che invece hanno visto la partita insieme”.

Il futuro di Luis Enrique e le voci sul suo ritorno a Barcellona. Vi hanno infastidito?
“Non ci hanno infastidito: ha un impegno fino al 2013, è una persona e rispetterà il contratto”.

Un giudizio sul campionato?
“Vedo che alcune squadre non hanno dato risposte concrete, hanno perso di continuità, si sono affermate due squadre solamente, è un campionato come tutti gli altri”.

La Roma punta al terzo posto?
“Fino a ieri alle 15 di ieri ero convinto tanto che avevo lanciato un proclama, se facciamo partite come ieri non possiamo pensare al terzo posto. Ora dobbiamo pensare solo alla partita di domenica”.