Il gioco/non gioco della Roma e il piede destro di Pellegrini

28.10.2022 12:55 di  Luca d'Alessandro  Twitter:    vedi letture
Fonte: Il podcast di Luca d'Alessandro
Il gioco/non gioco della Roma e il piede destro di Pellegrini
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La Roma vince in Finlandia una partita particolare, dove l'importante era vincere per evitare situazioni paradossali in questo girone e soprattutto evitare infortuni visto il campo sintetico. Alla fine ne esce fuori un 2-1 grazie a un tiro di El Shaarawy deviato da Hoskonen. Una gara che verrà ricordata per l'esordio del giovane Faticanti (chissà quale sarà il suo futuro in giallorosso), una gara che la Roma gioca a modo suo. Il famoso non gioco di Mourinho che poi alla fine è un modo di giocare, con capitan Lorenzo Pellegrini che in assenza dell'altro giocatore tecnico, Dybala, è tornato a fare la differenza. A farla è soprattutto il suo piede destro, raffinatissimo quando si tratta di poter calciare da fermo. Non è un caso che nel gioco della Roma il pericolo numero 1 per le avversarie o l'arma numero uno dei giallorossi sia quello dei calci piazzati. Anche a Helsinki Pellegrini innesca la traversa colpita da Cristante, poi manda in gol il numero 4 (annullato per offside di Volpato), infine. in una situazione molto simile al gol di Smalling vs l'Inter, trova la testa di Abraham per il primo vantaggio giallorosso. Ovviamente il numero 7 non è soltanto calciatore particolarmente abile da fermo e con il destro, visto che la sua miglior giocata è un tiro di sinistro da fuori area, a giro, che per poco non si trasforma in Eurogol. Come scriltto prima, il match scivola via tra l'ammonizione di Mancini che gli farà saltare la gara decisiva contro il Ludogorets, la titolarità di Volpato (avrebbe potuto far meglio) e l'ampio turnover nel finale. L'appuntamento del prossimo 3 novembre dirà se per la Roma ci sarà il purgatorio dei playoff di Europa League, contro una delle terze dei gironi di Champions o l'inferno dei playoff di Conference League, per continuare la stagione Europea, in una maniera che sarebbe deludente, ma che consentirebbe di difendere sul campo la competizione vinta lo scorso maggio.