Roma-Sampdoria 2-1 - Top & Flop

08.02.2016 22:05 di  Luca d'Alessandro  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Luca d'Alessandro
Roma-Sampdoria 2-1 - Top & Flop
Vocegiallorossa.it
© foto di www.imagephotoagency.it

TOP

CLASSIFICA – Tornare a poter guardare la classifica, non per il titolo ma comunque per il terzo posto fondamentale per la Champions League, è la cosa più importante della giornata. -2 dalla Fiorentina, in netto calo, -1 dall’Inter in crisi di risultati e la prossima giornata vedrà la Roma anticipare al venerdì la giornata con la possibilità di essere terza fino a domenica sera quando al Franchi si affronteranno la Fiorentina e l’Inter.

LEADER PEROTTI – È lui in questo momento (ed è appena arrivato) il fulcro della gioco della Roma. Nel primo tempo finché ha gamba e forza di venire a prendersi il pallone basso, puntare l’uomo e creare superiorità numerica per sviluppare l’azione la squadra crea, poi cala con il fantasista argentino. Nel secondo tempo s’inventa il gol vittoria con un destro al volo di pregevole fattura. 2 partite 1 gol, 1 assist, 6 punti.

TRAVERSA – In principio era il “23”, dopo Roma-Sampdoria si può tranquillamente accostarlo al 93’. La componente fortuna va meritata (ricordando sempre che il gol della Sampdoria è causato da un tocco di Pjanic nella propria porta), ma è sempre meglio averla dalla propria parte.

LA RIPARTENZA DI HULK FLORENZI – Dalla propria area di rigore a quella difesa da Viviano di corsa perché il primo tempo sta finendo e non bisogna sprecare nessun secondo in questo momento storico del campionato romanista. Grinta e voglia che vengono premiati con il gol che sblocca il match. Con l’esultanza alla Hulk Hogan.

QUALITÀ OFFENSIVA – Perotti, El Shaarawy, Salah più Pjanic. Senza il centravanti canonico la squadra prova a giocare e spesso ci riesce a forza di uno due, in un continuo alternarsi delle posizioni in campo, senza dare punti di riferimento alla difesa della Sampdoria.

LEZIONI CONTINUE – La partita è finita. Hai creato, segnato, sofferto, vinto, ma Spalletti invece che tirare un grosso sospiro di sollievo alla terza vittoria consecutiva, catechizza Rüdiger e Manolas per la marcatura errata su Cassani che centra la traversa a tempo scaduto.

LA RIVINCITA DI SABATINI – Meglio tardi che mai. Proprio così, specie per quanto riguarda il calciomercato in entrata di gennaio. Da quando sono arrivati Zukanovic, El Shaarawy e Perotti la squadra ha cambiato volto e i 3 nuovi acquisti hanno portato 9 punti in 3 gare, 3 gol (2 El Shaarawy, 1 Perotti) e 3 assist con la nota curiosa che hanno portato ai 3 gol dei nuovi acquisti (Zukanovic per El Shaarawy, Perotti per El Shaarawy, El Shaarawy per Perotti)

FLOP

CHIUSURA IN CALO – Così come contro il Sassuolo, il finale di gara è un finale di passione per la Roma. Se contro gli uomini di Di Francesco si è avvertito più un calo fisico che mentale, il gol della Sampdoria ha sembrato riportare alla luce nella testa dei calciatori della Roma quella paura di vincere che non è stata cancellata dalle recenti due vittorie consecutive.

TREQUARTI DIFENSIVA – Pjanic-Keita chi per caratteristiche di base, nelle quali non rientra una fase d’interdizione buona, chi per un fatto di condizione fisica alla terza gara in pochi giorni dopo un lungo infortunio, non riescono a fare filtro e la squadra ne risente. Montella per fortuna della Roma inserisce tardivamente Cassano che risulta devastante in quella posizione.

FRASEGGIO LENTO – Dura una mezz’ora il bel gioco della squadra che poi si assesta su una manovra lenta con il portatore di palla che non riesce a ripartire veloce, in quanto la squadra è rimasta indietro. Manca in più di un’occasione il cambio di gioco, specie su El Shaarawy, lasciato spesso libero in fase di ripartenza.

ASPETTANDO DZEKOT – Arriva da un infortunio e non poteva essere al meglio, ma è un discorso di atteggiamento. Fin dal riscaldamento a bordo campo “moscio” senza quell’intensità e nervosismo agonistico che ti fa stare sul pezzo e che poi lo riversi in campo. Una volta entrato si perde più nella richiesta di falli non fischiati da Celi che nel provare a dare una scossa alla squadra in difficoltà.