De Rossi: "Friedkin? È un errore fare promesse che non si possono mantenere. Meglio partire in sordina". VIDEO!

08.09.2020 08:40 di  Alessandro Pau  Twitter:    vedi letture
De Rossi: "Friedkin? È un errore fare promesse che non si possono mantenere. Meglio partire in sordina". VIDEO!
Vocegiallorossa.it
© foto di Simone Lorini

Ieri a Soriano nel Cimino è andata in scena la nona edizione del Premio Calabrese, che conferisce un riconoscimento alla carriera a presidenti, dirigenti, allenatori ed ex calciatori. Tra i premiati anche diversi personaggi legati ai colori giallorossi, quali Daniele De Rossi, Guido Fienga e Federico Balzaretti. Queste uno stralcio delle parole di Daniele De Rossi:

Sul premio
"Avevo presi accordi per ricevere questo premio in pieno lock down. Il mio fascino risaliva ad allora (ride). Fa sempre piacere essere premiati soprattutto quando si parla di sport e quando il premio è dedicato a un grande giornalista".

Che sta facendo in questo momento?
"Sono in attesa di sapere quando potrò iniziare a fare il corso. Lavoro con lo staff che ho creato e cerchiamo di entrare in sintonia. Guardiamo le partite perché non possiamo girare per i ritiri. Ci confrontiamo e cerchiamo di entrare sulla stessa lunghezza d'onda per cominciare al meglio".

Pirlo allenatore Juve?
"Lui è stato un fenomeno da calciatore. Ha una visione diversa del calcio rispetto agli altri. È un inizio pesante da un punto di vista della pressione, perché la Juve richiede un livello alto e vuole anche i risultati. Ma se volevano uno con le idee chiare hanno scelto la persona giusta. È uno che ha gli attributi. Se cercavano uno che si prendesse una responsabilità del genere in una piazza come quella hanno trovato quello giusto".

Anche De Rossi viene chiamato predestinato.
"Negli anni s'è detto di tanti che non sono arrivati successivamente. Hanno fatto grandissime cose allenatori a cui nessuno avrebbe dato una lira. Io personalmente su alcuni non avrei puntato, come Simone Inzaghi o Gattuso, non pensavo che sarebbero diventati così bravi. Non pensavo che sarebbero diventati così bravi anche nello sviluppo del gioco. Ho grande voglia e ho qualche idea, ma prima di tutto devo fare il corso".

Quale errore non deve commettere Friedkin alla Roma?
"Io devo fare l'allenatore, il patentino per dirigente lo lascio ad altri. Non mi sento di dare consigli particolari. Il fatto di tenere tutti con i piedi per terra è un bene. Fare promesse che non si possono mantenere è sbagliato, soprattutto in una piazza come Roma".

Lei ha firmato con una nota agenzia di procuratori, una scelta che ha fatto discutere
"Sono entrato in un'agenzia che si occupa di allenatori e giocatori. Fa parte dell'avvicinamento a questa professione che io vorrei fare dopo aver completato il corso".

Lei è stato vicino alla Fiorentina?
"Diciamo che sono molto vicino a fare il corso e spero di avere opportunità importanti. La Fiorentina sarebbe un'opportunità gigante e sarebbe una piazza dove andrei a piedi, ma penso che chiunque andrebbe in una piazza come quella viola. Comunque iniziare in Serie A, in qualsiasi squadra, sarebbe una partenza con i fiocchi. Sono obiettivi di qualsiasi allenatore".

Se dovesse arrivare una chiamata da parte della Roma?
"Io devo fare questo percorso prima e poi vedere chi sarà interessato. Parlare del nulla non serve a niente. Ogni parola mia in una piazza come Roma, pesa il doppio. E non è corretto perché c'è un allenatore che sta lavorando. Io devo stare attento a ciò che dico quando si tratta di Roma. Devo rispettare Fonseca e chi sta lavorando. Mio padre mi dice che Fonseca è una persona squisita. Ho grandissimo rispetto per lui".

Totti torna alla Roma?
"Ho letto ieri ma non ho parlato con lui di questo".

Cosa ne pensa di Dzeko alla Juve?
"Il lavoro che voglio fare io è faticoso. Aspetto questo benedetto corso e il mercato è roba estiva, di giornalisti".

È dura vivere senza calcio?
"Non particolarmente. Io guardo calcio e non ho più toccato un pallone da quando ho smesso. Mi manca forse di aver vissuto un po' di più il Boca. Non ho dato tutto quello che avrei voluto. Quando vedo l'immagine e i compagni, sento di aver perso qualche mese, avrei potuto dedicargli qualche mese in più. Quando vai verso la fine della carriera, scendere dal letto senza un dolore forse è un regalo meritato dopo tanti anni".

La Roma le manca?
"I tifosi li incontro tutti i giorni. Mi dicono che gli manco ma mancano anche loro a me. Sono stato talmente consapevole di ciò che stavo facendo, l'ho metabolizzato ed ero abbastanza preparato quando ho parlato in conferenza. Sono abbastanza sereno".

Ha già compiuto il passaggio da calciatore vecchio ad allenatore giovane?
"Per ora sono un pensionato giovane".