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Scacco Matto - Roma-Barcellona 1-1

di Gabriele Chiocchio

Un punto e segnali importanti: la Roma pareggia contro il Barcellona tenendo testa ai Campioni d’Europa e inizia positivamente l’avventura in Champions League.

Rudi Garcia e Luis Enrique fanno scelte analoghe: in difesa accanto a Manolas e Pique vanno Rüdiger e Mathieu e non De Rossi e Mascherano, con il primo che mantiene il suo posto a centrocampo e il secondo che invece finisce in panchina. Il tecnico francese, in particolare, con questa scelta sembra voler avere maggiore solidità rinunciando anche alle uscite basse palla al piede. Il perché è presto detto: i giallorossi di fatto si schierano con un 4-5-1 raccolto in pochi metri di campo, con l’obiettivo di ripartire il più velocemente possibile, passando da Dzeko per pulire rapidamente il possesso e poi da Salah per cercare di ribaltare l’azione. L’intento viene trasformato in fatto non troppo spesso a dire il vero: il ritmo blaugrana è altissimo e di possibilità ce ne sono poche, pur riuscendo l'egiziano ad aprire il gas in qualche occasione. I primi quindici minuti in particolare sono quelli in cui il Barcellona tiene più in alto i giri del motore, non riuscendo però a rompere le resistenze giallorosse. La fase successiva del match vede la squadra di Luis Enrique più decisa a ragionare e a capire dove trovare spazi buoni per passare: la chiave è presto trovata e si chiama Lucas Digne. Il terzino francese non riesce infatti, da solo, a controllare sia Messi che Rakitic, perdendo in alternanza l’uno e l’altro pur con l’aiuto in copertura di Iago Falque. La rete del vantaggio degli ospiti nasce proprio da una mancata copertura sul croato, decisamente libero sul cambio di gioco da sinistra a destra con Digne impegnato proprio su Messi. Il gol non cambia la gara e la Roma resta comunque attenta, a volte rischia di farsi schiacciare ma riesce a risalire il campo quel tanto che basta per non rischiare il tracollo, cercando magari un episodio che possa cambiare la partita. E l’episodio arriva, con la follia di Alessandro Florenzi che cambia totalmente l’inerzia di quanto si vede in campo: la Roma sale in aggressività, arrivando in un’occasione a pressare gli ospiti sul loro primo possesso come mai era accaduto in precedenza, mentre il Barcellona non è più così contento di dover tenere la palla con così poco spazio a disposizione.

La situazione non cambia nella ripresa. Il Barcellona prova a spaventare la Roma con due-tre minuti giocati a ritmi insostenibili, ma la situazione si normalizza in poco tempo e la gara si riposiziona sui binari della seconda parte della prima frazione. I blaugrana continuano a guidare il gioco, ma con meno veemenza e meno ampiezza rispetto ai primi quarantacinque minuti. Le folate più pericolose della squadra di Luis Enrique sono infatti quelle in cui Messi riesce ad aprire il campo a sinistra per Jordi Alba o Suarez, giocata che tenta più di una volta ma che fallisce in altrettanti casi: il sovraccarico del lato sinistro, con Messi chiamato a invitare i suoi compagni proprio da quella parte, è comunque una novità rispetto al primo tempo. L’uscita per infortunio di Szczesny è un danno che De Sanctis limita con la sua attenzione, dalla panchina di Luis Enrique escono invece prima Rafinha e poi Mascherano, che sostituisce il compagno infortunato dopo pochi istanti dal suo ingresso. Sono le uniche sostituzioni degli ospiti, il cui livello di gioco resta comunque alto come testimoniato dalle occasioni comunque create, specialmente la traversa di Messi. Dalla panchina giallorossa si alzano invece Iturbe e Torosidis, che rilevano due degli uomini più stanchi, non a caso, come Iago Falque e Florenzi. L’argentino ha poco modo di buttarsi in avanti, il greco non è precisissimo nelle coperture sul suo lato ma la Roma resta saldamente in sicurezza dietro, fino al triplice fischio. È un netto passo avanti a livello di fiducia e di tenuta del campo contro un avversario di maggiore cabotaggio, probabilmente è mancato qualcosa a livello di gestione del pallone - pur con oggettivamente poche possibilità visto lo schiacciante dato del possesso palla in favore del Barcellona, 69 a 31 - ma la Roma ha dimostrato di poter stare in campo in un contesto come la Champions League, raccogliendo inoltre un punto che potrebbe far più comodo di quanto si possa pensare.


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