Lazio, Sarri: "Pellegrini? Non faccio scelte in relazione agli avversari. Spero che la scintilla scatti stasera, domani può essere tardi"

25.09.2021 20:01 di  Gabriele Chiocchio  Twitter:    vedi letture
Lazio, Sarri: "Pellegrini? Non faccio scelte in relazione agli avversari. Spero che la scintilla scatti stasera, domani può essere tardi"
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Ecco le dichiarazioni del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa alla vigilia del derby contro la Roma di domani alle 18.00.

Il derby arriva presto, forse troppo per la Lazio. Come lo sta vivendo in queste ore? Come lo immagina e come dovrà giocarlo la Lazio per ottenere il risultato?
”Penso che con una buona prestazione abbiamo più possibilità di fare risultato. Troviamo una squadra  forte, ci porta con la testa ancora di più sulla partita. Il derby è una delle partite più importanti d’Europa. È un onore giocarlo, penso che tutti vedendo un Lazio-Roma o ascoltandolo alla radio sognavano di poterlo giocare. Ci siamo, giochiamola”.

Sulle dichiarazioni di Immobile.
“Plausibile che la partita di Milano possa aver lasciato scorie. È normale perdere delle partite, le reazioni ci devono essere. Non vedo una squadra spenta durante gli allenamenti, la squadra è viva, si sta allenando bene, qualcosa ci impedisce di esprimerci al 100%, abbiamo una bassa percentuale di passaggi riusciti. Dobbiamo migliorare in tutto, come ho sempre detto è un percorso che in questo momento i giocatori sono più propensi a pensare al movimento che devono fare che a giocare a calcio e questo li blocca. Ci sono 25 cervelli, i percorsi a volte sono difficili, specie se si vuole giocare un calcio collettivo. Qualche squadra ci mette tempo e qualcuna non ci riesce proprio, noi vogliamo metterci il tempo minore possibile”.

C’è nervosismo?
“In cinque partite siamo andati cinque volte sotto e abbiamo fatto otto punti, vuol dire che qualche pregio c’è. La Lazio l’anno scorso aveva una media di 8,9 punti ogni 5 partite, prendeva 7,2 gol e ne abbiamo presi 7, ne faceva 8 e ne abbiamo fatti 12. La negatività è eccessiva, i ragazzi devono avere la consapevolezza di dover migliorare, ma anche che hanno delle doti”.

Ha studiato qualcosa per l’assenza di Pellegrini?
“Non faccio scelte in relazione alle scelte degli avversari, non rientra nelle mie caratteristiche, non sono un tattico, se questo si intende. Lavoro di strategia e la voglio perseguire, cercheremo di fare il nostro calcio, ora riusciamo a farlo solo a piccoli sprazzi”.

Luis Alberto?
“Ogni tanto può attraversare un paio di partite sottotono come tutti. Se c’è un giocatore adatto al mio modo di giocare penso sia lui, non vedo grandi controindicazioni. È un centrocampista e la fase difensiva viene a tutti, ma non penso che in passato gli sia stato chiesto di non farlo”.

Sugli attaccanti esterni.
“Devono giocare più vicini alla punta, vogliono la palla e questo li porta a essere raddoppiati, devono prendere la palla negli spazi e muoversi senza. Pedro ha qualcosa in più nell’attacco dell’area di rigore, Felipe Anderson non sempre segue l’azione. Io allenavo giocatori forti, ma uno potenzialmente forte come lui raramente. Ha doti straordinarie che sta tirando fuori a piccole dosi, deve fare una crescita perché è uno spreco di talento. Felipe potrebbe essere un crack internazionale”.

Che sensazioni le dà il derby di Roma? È la partita con più pressioni? Mourinho dà motivazioni extra?
“È una partita che mi intriga tantissimo, dare una soddisfazione ai tifosi sarebbe grandioso. Quello che si sbaglia è pensare che la pressione interna coincida con quella mediatica. Io la maggiore pressione l’ho avuta in Sangiovannese-Montevarchi, Serie C. La pressione viene da sensazioni intime. Questa è una partita che qualcosa dentro lo stomaco muove, non è una partita normale, è molto di più. È un piacere giocarla e sarebbe bello giocarla al 110% delle proprie possibilità”.

Il suo primo Napoli vinse contro la Juventus dopo sei partite: può essere la svolta questo derby?
“Lo spero, ma guardare le esperienze passate e pensare che si possano ripetere è un errore. Ogni squadra ha certe caratteristiche e quindi le evoluzioni che una squadra può avere non sono replicabili e facilmente controllabili. Gli aspetti che incidono sono migliaia, di cui solo qualche decina dipendono dall’allenatore. Io spero sia come dite, ma spero che la scintilla scatti stasera, domani può essere tardi”.