De Rossi alla UEFA: "La maglia della Roma è la mia armatura. Le serate di Champions le porti dietro tutta la vita". VIDEO!

20.02.2018 13:55 di  Luca d'Alessandro  Twitter:    vedi letture
De Rossi alla UEFA: "La maglia della Roma è la mia armatura. Le serate di Champions le porti dietro tutta la vita". VIDEO!
Vocegiallorossa.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

"La maglia giallorossa? È come se mettessi un'armatura". Questa l'anticipazione delle parole di Daniele De Rossi al sito della UEFA. 

Ecco le dichiarazioni integrali:

Ti ricordi quando Capello ti ha fatto esordire in Champions League, poco più che maggiorenne?
“Me lo ricordo, perfettamente. Era una partita che non aveva per noi importanza di classifica perché eravamo già qualificati alla seconda fase, era l’ultima partita del girone contro l’Anderlecht: lui la mattina, in palestra, mi disse che mi avrebbe fatto giocare. Passai quelle 10-12 ore un po’ in tensione ma andò tutto bene. Fu l’inizio”.

In generale i ricordi più belli di De Rossi in Champions League quali sono: il Bernabéu? Il Lione?
“Sì, sono quelle serate lì, quelle serate che ti porti dietro tutta una vita. Le due squadre citate erano in quei momenti delle squadre che sembravano quasi imbattibili e noi siamo riusciti a fare qualcosa di incredibile. Noi eravamo una squadra veramente particolare, giovane, con tanti italiani, giocavamo un bel calcio e siamo riusciti ad arrivare per due volte tra le prime otto d’Europa. Poi ci siamo fermati dove evidentemente i nostri limiti ci hanno imposto di fermarci, però quelle sono serate davvero indimenticabili”.

C’è un po’ di rammarico per non averli mai superati i quarti o pensi che quella fosse la vostra dimensione?
“Il risultato che raggiungi - quarti, semifinali, ottavi - lo dà molto anche il sorteggio. È indubbio, ma lo è anche per le altre squadre: la prima Juventus in Champions League di Conte se non avesse incontrato il Bayern Monaco secondo me sarebbe arrivata fino in fondo. Detto questo, quando perdi, perdi perché ci sono squadre più forti. In Champions League non è una novità o una sorpresa. Quel Manchester United era più forte, lo ha dimostrato nella seconda partita: non era così tanto più forte di noi, anche se ci fu un risultato clamoroso, perché all’andata li battemmo quasi agevolmente e anche noi potevamo fare più gol. Però quel risultato sancisce il fatto che erano nettamente più forti di noi e hanno meritato il passaggio del turno. Successivamente sono ripassati con un risultato meno eclatante, ma secondo me fu più netta la differenza tra le due squadra. Loro vinsero all’andata facilmente, al ritorno fecero restare in panchina Ronaldo e Rooney quindi la partita fu più tirata. Per me paradossalmente ci fu più equilibrio in quella che perdemmo 7-1, soprattutto parlando dell’andata che vincemmo 2-1”.

Tra voi e un ritorno ai quarti c’è lo Shakhtar: che avversario è e in che condizioni lo affrontate?
“Lo Shakhtar è una squadra incredibile, riesce sempre a riciclarsi e creare nuovi cicli vendendo giocatori e ricomprandone altri altrettanto forti, spesso e volentieri dal Brasile. Sono queste individualità importantissime. Ci ha già eliminato una volta, tanti anni fa. I giocatori sono quasi tutti nuovi, ma sappiamo che andiamo ad affrontare una squadra molto forte che si sta preparando da tanti mesi per questa partita perché da loro c’è la sosta invernale. Anche loro avranno come obiettivo unico passare il turno, quindi sarà una bella sfida”.

Ritorno all’Olimpico un vantaggio o ininfluente? Le serate di Champions League a Roma, con l’Olimpico pieno, sono speciali…
“Le serate di Champions League a Roma si sentono, pesantemente. Si sono sempre sentite e sarà così anche con lo Shakhtar al ritorno. Detto ciò, contro Lione e Real Madrid abbiamo ottenuto la qualificazione tutte e due le volte in trasferta: io penso che sei superiore a un’altra squadra passi il turno comunque, sia che giochi la prima in casa, sia che giochi fuori”.