Petrachi: "Voglio creare una Roma più forte. L’obiettivo è trattenere Smalling, Mkhitaryan e Zaniolo”

09.06.2020 19:34 di  Ludovica De Angelis  Twitter:    vedi letture
Petrachi: "Voglio creare una Roma più forte. L’obiettivo è trattenere Smalling, Mkhitaryan e Zaniolo”
Vocegiallorossa.it

Gianluca Petrachi è stato protagonista ieri del programma "Il calciomercato che verrà" in onda su Sky Sport e ha raccontato le sue sensazioni a pochi giorni dalla ripresa della Serie A e come sarà il prossimo mercato della Roma in seguito alla pandemia di COVID-19. Di seguito le sue dichiarazioni.

Sui giocatori in prestito.
“I calciatori in prestito si trovano molto bene e sono stati titolari, a parte qualche eccezione come Kalinic. Ora bisogna aspettare e cercheremo di capire come sistemare il tutto. Avendo un colloquio ogni giorno con loro, sono fiducioso che i miei ragazzi vogliano continuare con noi e non ritornare nelle squadre che ce li hanno prestati”.

Il futuro di Smalling e Mkhitaryan?
"Loro sono stati due prestiti vincenti, Mkhitaryan l'abbiamo perso per un po' di tempo per problemi fisici ma qui sta bene, così come Smalling. La Roma farà di tutto per tenere entrambi i ragazzi. Poi se ci riusciremo o meno lo vedremo più avanti”

Il nuovo mercato post COVID-19 può far aumentare le possibilità?
“Il mercato che verrà è difficile da stabilire e i prezzi caleranno. Andrà rivisto tutto il piano del mercato. La Roma ha sempre venduto e comprato giocatori, credo che qualora dovesse vendere qualcosa, dovrà essere brava a investire i soldi incassati. Il trading va fatto come fanno tutte le società. Nel momento in cui si vende si deve cercare di saperli reinvestire. È l’argomento più importante per un ds”.

Zaniolo e Pellegrini.
“Pellegrini ha una clausola rescissoria, ma è molto legato alla Roma e se il giocatore decide di non andare è libero di non andare. Ho pochi dubbi, secondo me non lascerà la Roma, soprattutto in questo momento. Zaniolo rappresenta il giocatore che emoziona i tifosi, faremo di tutto per tenerlo e credo che la linea sia quella. Il mercato poi mette davanti a tante difficoltà, ma la volontà è quella”.

Come sarà il mercato?
"Tutti aspettano, nessuno fa una prima mossa. Anche su giocatori che hanno fatto bene. Se prendiamo per esempio Schick, il Lipsia ancora tergiversa per capire cosa deve fare con il giocatore. Provano a ottenere uno sconto, ma non siamo qui a elemosinare qualcosa. Me lo hanno già chiesto, ha mercato. Quindi, ci sta che il Lipsia prenda tempo, ma se non lo dovessero riscattare è possibile che arrivino più soldi di quelli che il Lipsia ha come diritto di riscatto. Gonalons per esempio resterà al Granada se la squadra si salverà, lo stesso vale per Defrel con il Sassuolo. Ci sono tante situazioni in cui sei impicciato per cercare di capire quanti soldi avrai. Florenzi? Ho parlato col suo procuratore e ci sono due squadre molto interessate. Abbiamo parlato dell'ipotesi di valutare anche la cessione visto che a gennaio è uscito in prestito. Zappacosta? È stato molto sfortunato, ora ha recuperato e credo troverà il suo spazio. Ha tanta voglia di dimostrare alla tifoseria romana cosa è capace di fare".

La cessione della società.
“La squadra non ha accusato questa problematica. Le vicende societarie entrano in scena quando ci sono da fare delle valutazioni sul futuro e sul mercato. Questa situazione ha portato a rilento un po’ tutto, quindi oggi è inutile dire se c’è a disposizione x o y, se non sai che giocatori devi vendere, che valutazioni puoi fare. A tempo debito arriveranno anche queste risposte”.

Senza vendere non si compra?
“Il mio lavoro mi porta a valutare chi sono i giocatori a parametro zero. Ma questo è stato un campionato monco. Non ha dato risposte definitive. A gennaio ho detto che Kalinic stava entrando in forma e puntualmente ha cominciato a fare prestazioni e gol. Oggi è prestito. Se dovesse fare altri 7-8 gol da qui alla fine le valutazioni su di lui cambiano. E quindi che devo fare? Vado a prendere un altro attaccante quando ne ho uno in casa che merita di restare. Se dovesse capitare il colpo non saremo impreparati”.

Lei ha detto che la Roma è un punto di arrivo.
“Sono arrivati dei giocatori giovani e ho cercato di svecchiare la squadra, ma soprattutto mi piacerebbe costruire una Roma ancora più solida e più forte. C’è un gruppo importante. Dzeko è il nostro capitano e un punto di riferimento. Se ci parli, capisci quanto è stato fatto e quanto lui è contento di essere rimasto qui. Vorrei continuare il lavoro fatto quest’estate, è stata fatta una grande semina e bisogna aspettare che fiorisca”.

Ti sei sentito in discussione?
“Dispiace quando strumentalmente escono fuori queste notizie. Io, purtroppo, sono una persona scomoda in questo ambiente. Roma rappresenta tante insidie, se non ti prendi un caffè con un giornalista o non rispondi al telefono è chiaro che vieni attaccato. Ma questo mi ha permesso di essere ancora più intransigente con me stesso. Al momento ho la fiducia della società, poi, come sapete a Roma ne hanno fatti fuori molti di dirigenti, direttori sportivi. Ma non sono problemi legati alla tifoseria, che è passionale e è davvero il valore aggiunto. Non sono una persona che scende a compromessi. Vedremo cosa succederà, io sono pronto alla sfida”.

Rapporto con allenatore e squadra.
“A Sassuolo mi sono sentito nelle condizioni di dire due paroline alla squadra, perché me lo sentivo e loro dovevano tirare fuori gli attributi. Non ho parlato di tecnica, poi l’allenatore ha preso la parola e ha fatto quello che doveva fare. Fonseca è preparato, molto capace e di un’intelligenza fuori dal comune, ma è in un nuovo campionato quindi io devo aiutarlo. Esprimo i miei concetti, ma non dico al mister cosa deve fare”.

Cosa farete quando tornerete?
"Soprattutto i primi giorni ho visto grande voglia, cattiveria e concentrazione. Questa ultima settimana li ho visti un po’ così, quindi devo fargli capire che ci stiamo avvicinando al campionato. All’inizio è stato molto bello stare insieme e ritrovarsi. Siamo una famiglia, ma dei figlioli ogni tanto uno ti scappa, uno esce".

Quindi lei è il padre severo che dà le punizioni?
"Mio padre mi diceva sempre di amare chi mi fa piangere e non chi mi fa ridere. Quindi, se do un consiglio a Zaniolo o a qualche giocatore più giovane, cerco di dargli quel valore aggiunto di un direttore sportivo attento che non si perde neanche un allenamento e se c’è qualcosa da dire a un giocatore sono il primo che interviene”.

Ünder e Kean?
“Kean è un ottimo giocatore, ma non è mai entrato nelle mire della Roma. Ünder è un talento davvero forte, fa la differenza, rompe gli equilibri ed è un esterno dal valore assoluto. Su di lui ci sono delle squadre molto interessate perché è un giocatore molto appetitoso, ma è prematuro parlarne ora. Dobbiamo vedere come si sviluppa la situazione”.

Per la formazione dei ragazzi state pensando a una seconda squadra?
“Sulla seconda squadra non è che non sono d’accordo, ma credo che serva relativamente. Noi siamo cresciuti facendoci le ossa per la Serie C, il giocatore deve fare campionato vero e deve prendere gli schiaffi anche in qualche campionato difficile”.

Ci saranno formule particolari nel mercato?
“Credo ci saranno tanti scambi tra giocatori. L’abilità di chi fa il mio lavoro è individuare uno scambio furbo e capire cosa accadrà. Penso che chi sbaglierà meno, avrà la meglio. Paratici? Non lo sento da gennaio, non abbiamo mai parlato né di Mandragora nè di Rugani. Entrambi non entreranno nel progetto della Roma”.