Maicon: "Roma-Inter può finire in parità. Mourinho è sempre lo stesso"

04.12.2021 08:23 di  Marco Rossi Mercanti  Twitter:    vedi letture
Maicon: "Roma-Inter può finire in parità. Mourinho è sempre lo stesso"
Vocegiallorossa.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il brasiliano Maicon, grande ex della sfida fra Roma e Inter, ha parlato a L'Interista:

Quest'anno le piace l'Inter? 
"Tantissimo, quest'anno l'Inter è forte forte. Ha grandissimi giocatori che possono farla vincere ancora e gioca bene con Inzaghi. Penso per esempio ad uno come Dzeko, con il quale ho giocato prima al Manchester City e poi alla Roma, una figura importante. Calhanoglu è un campione, mi piace molto anche lui. Ma ce n'è uno su tutti però, sul quale c'è poco da discutere...".

Di chi parla?
"Brozovic, mi fa paura. Terrificante il modo in cui si sente in campo, il modo con il quale fa la differenza ogni partita. L'Inter deve solo ringraziarlo per i successi che sta raccogliendo, perché il suo peso è enorme. E te lo dice uno che ha giocato con Vieira, Stankovic e Cambiasso, per dirne alcuni. Brozovic ha quel peso lì".

Mourinho sulla panchina della Roma?
"Parliamo di uno che per me è un secondo padre. Sapete bene che rapporto ci lega e cosa ha rappresentato per la mia Inter José. È tosta affrontarlo da avversario, così come è tosta per lui la sfida in giallorosso".

L'ex terzino ha parlato anche a La Gazzetta dello Sport. Queste uno stralcio delle sue parole:

Roma-Inter?
"Penso che possa finire in pareggio, perché l’Inter è in un grande momento di forma ma la Roma non può perdere altro terreno in classifica".

Mourinho?
"Non lo vedo cambiato. È sempre José. È una persona intelligente, sta imparando a conoscere i suoi giocatori, a relazionarsi con una tipologia di squadra che non allenava da tempo. Vede, all’Inter aveva giocatori esperti, il nostro era un gruppo abituato a stare ad alto livello. Alla Roma ha un gruppo di lavoro giovane. Vedo ragazzi bravissimi, penso a Pellegrini, Ibanez, Zaniolo. E paradossalmente si impara di più da calciatori così, che devono ancora formarsi del tutto. Le due entità, tecnico e squadra, devono ancora conoscersi a fondo. Serve più tempo, è normale".