Roma-Milan 1-2 - Top & Flop

01.11.2021 22:15 di  Luca d'Alessandro  Twitter:    vedi letture
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Luca d'Alessandro
Roma-Milan 1-2 - Top & Flop

TOP 

REAZIONE - La Roma non si lascia andare dopo il 2-0 di Kessié, anzi, grazie anche all'espulsione di Theo Hernandez, chiude dentro la propria area di rigore il Milan. Tanti attaccanti dentro e cariche a testa bassa, cercando di sfondare il fortino milanista. El Shaarawy accorcia le distanze troppo tardi e la rimonta riesce a metà. 

UNITI CONTRO LE AVVERSITÀ - La squadra è sicuramente un gruppo. A unire, tra le altre cose è il nemico principale di questo ultimo periodo, la classe arbitrale. Mourinho parla di rispetto per i tifosi, Mancini gli fa da eco nel post-gara. A volte serve anche questo per dare ancora di più in campo. 

FELIXITÀ - Buttato nella mischia a Cagliari, chiamato a dare una scossa, dopo un primo tempo apatico, contro il Milan. Continua il magic-moment della scoperta del nuovo corso dello scouting giallorosso, Afena-Gyan. Il giovane attaccante è ormai il primo cambio per Mourinho. Gioca sia esterno a sinistra che punta centrale con l'uscita di Abraham. 

FLOP 

SENSO DI IMPOTENZA - Inutile girarci intorno. Il Milan visto all'Olimpico, in 11vs11 è una squadra superiore a questa Roma. Non è un caso che lo stesso Mourinho aveva preso come esempio il lavoro svolto da Pioli. Costretti a gioca di rimessa o atteggiamento remissivo per una questione tattica? Magari un mix. Poi la gara dura 90' e gli episodi, nel bene e nel male, spostano valori ed equilibri. 

ABRAHAM GUARDA IBRA - Abraham-cadabra? No, all'età di 40 anni a decidere il match è ancora Ibrahimovic. Fischiato e beccato dal pubblico. Al di là che si stia parlando di uno dei più forti attaccanti degli ultimi tempi, lascia l'amaro in bocca vedere la tua punta di diamante, pagato a peso d'oro, subire la coppia Kjaer-Tomori (suo ex compagni di squadra al Chelsea), tanto da essere richiamato in panchina, quando dall'altra parte c'era chi faceva la differenza. Appena 2 gol in 11 presenze è un bottino al quanto scarno. 

FANTASMA - La notte era quella giusta, Halloween, peccato il contesto non fosse quello più adatto. Mkhitaryan non sta vivendo la sua miglior stagione. Un po' penalizzato dal modo di giocare, un po' fuori fase. 

SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI - La gara di Mourinho a bordocampo è un mix tra Oronzo Canà e uno che vorrebbe spaccare tutto quello che si trova a portata di tiro. Inizia nel primo tempo, finendo per rendersi conto che così non avrebbe terminato la partita, chiamando il suo vice a strigliare la squadra, con lui che finisce i primi 45' seduto in panchina. Nel secondo tempo arriva, per la rabbia, a prendere a calci uno dei cartelloni prossimi alla sua area. In conferenza dura un paio di domande. L'eccessivo nervosismo è sempre segno che qualcosa non va.