Torino-Roma 3-1 - Top & Flop

26.09.2016 12:47 di  Marco Juric   vedi letture
Torino-Roma 3-1 - Top & Flop
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TOP

FRANCESCO TOTTI – Sempre lui, solo lui. Il capitano della Roma raggiunge i 250 gol in Serie A forse nella partita più brutta, insieme a Roma-Porto, del ciclo Spalletti 2.0. Prova ad illuminare il gioco di una Roma scialba e senza idee, si trasforma in mediano per esigenze di squadra. Purtroppo, duole dirlo, ma la Roma di oggi dipende ancora da un giovanotto di 40 anni. E questo, su un discorso più ampio di squadra e di futuro, non può non rappresentare un problema.

STADIO GRANDE TORINO– L’accoglienza riservata all’ingresso in campo di Francesco Totti è un mix di rispetto, sportività e ammirazione per un giocatore ormai issatosi a leggenda. La standing ovation di tutto lo Stadio Grande Torino è l’emblema di come la figura del capitano giallorosso abbia finalmente superato qualsiasi barriera cromatica. Un affetto riservatogli non al termine della gara, con i tre punti in tasca, quando forse è più facile rendere onore ad un avversario, ma con un tempo ancora da giocare ed un risultato in bilico. Per questo ancora più vero, sentito e sincero.

FLOP

SUPPONENZA – “Ci crediamo più bravi di quello che siamo” e “abbiamo la presunzione di aspettare che le cose accadano da sole perché ho un nome, un blasone, una qualità”. Le parole di Spalletti a fine gara spiegano al meglio l’atteggiamento arrogante della Roma in alcune fasi della partita. Non lotta, non si batte per conquistarsi le cose sul campo.

FRAGILITÀ  DIFENSIVA – Supponenza che va di pari passo con una fragilità difensiva non da grande squadra. Il Torino ieri pomeriggio ha segnato 3 gol ma le occasioni concesse dalla Roma potevano portare anche ad un risultato più largo. La squadra non aiuta in fase di non possesso, la difesa soffre e spesso fa scelte sbagliate perché sotto pressione. Problemi di modulo? Interpreti? Difficile da dire, soprattutto perché in poche settimane Spalletti ha provato praticamente ogni tipo di assetto e giocatori. Se migliora il punto precedente automaticamente ne trae giovamento anche la difesa.

MAL DI TRASFERTA – La Roma lontano da casa non vince. Mai. Nelle 5 gare fin qui disputate in trasferta i giallorossi hanno ottenuto 2 sconfitte e 3 pareggi. Con un saldo reti fatte/subite di -3. Davvero poco per pensare in grande.

BRUNO PERES – L’adattamento a sinistra non lo aiuta, ma sicuramente il brasiliano sentiva molto la prima partita da ex. Provoca il rigore che chiude la partita e per tutti i 90’ mostra un nervosismo non da lui.

ALTERNATIVE – A centrocampo la Roma è corta. C’è poco da fare. Quattro uomini e mezzo (Gerson non è ancora affidabile secondo Spalletti) per tre posti. Da qui, forse, il motivo del cambio di modulo utilizzato nelle ultime due partite. Cambio che ha offerto più alternative in mediana ma ha inevitabilmente scoperto la retroguardia.