Lazio, Tare: "La Conference League è la competizione dei perdenti. Società come Roma, Inter, Milan e Juventus sono tecnicamente fallite, le tiene in vita il sistema"

16.10.2022 21:50 di  Marco Campanella  Twitter:    vedi letture
Lazio, Tare: "La Conference League è la competizione dei perdenti. Società come Roma, Inter, Milan e Juventus sono tecnicamente fallite, le tiene in vita il sistema"

Duro attacco alle big di Serie A da parte di Igli Tare, ds della Lazio. Il dirigente ieri ha tenuto una lectio all’università LUISS di Roma: “Sono rimaste quattro proprietà familiari, Udinese, Atalanta, Lazio e Napoli. Io sono più per questa gestione, le multinazionali hanno solo interesse commerciale e si perde il bello del calcio: la passione, l’amore. Quei fondi lavorano con gli algoritmi e non vogliono più sapere della storia della squadra e della città. Io sono un fan della vecchia scuola. Cosa manca? Dei dirigenti aziendalisti, per il fatto che la durata dei contratti varia troppo. Prendete me, sono uno dei dirigenti più anziano in attività in serie A, questo è il mio quindicesimo anno alla Lazio. Ho la fortuna di lavorare con una società con una gestione virtuosa. Oggi ci sono società, anche di prima fascia, come Juve, Roma, Milan, Inter, che tecnicamente sono fallite ma vengono tenute in vita dal fatto che il sistema ne ha bisogno. È molto importante avere nella società una gestione di lungo termine con progetti importanti per vedere il bene della società", le parole riportate da salernitananews.it.

Il DS biancoceleste ha anche aggiunto:

"Stiamo guidando una Ferrari che prima o poi si schianterà. Nel calcio si inventano competizioni inutili come la Conference League, che chiamo competizione dei perdenti, o l’Europa League, che non hanno alcun valore per introiti che producono. Inventiamo competizioni in più, anche la Nations League con i nazionali e i calciatori diventano robot. Giochiamo ogni due giorni e mezzo ormai e i calciatori non riescono a recuperare, non è umano. Per generare più introiti, generiamo più problemi. Il calcio ha preso la strada sbagliata".