In difesa di Nainggolan. Un mese di fuoco, ci si gioca il tutto per tutto

10.02.2017 09:48 di  Alessandro Carducci  Twitter:    vedi letture
Fonte: L'editoriale di Alessandro Carducci
In difesa di Nainggolan. Un mese di fuoco, ci si gioca il tutto per tutto

Spalletti ci aveva visto lungo e aveva avvisato i naviganti: “Febbraio sarà un mese molto duro”. Duro e scoppiettante: nelle prossime settimane la Roma si gioca tutto, a tutti i livelli.
Sul campo, i giallorossi si giocheranno le ultime possibilità di raggiungere la Juventus (lontana 7 punti) e i match contro Inter e Napoli (quest'ultimo in programma il 4 marzo) la diranno lunga sull'esito della stagione giallorossa. Nel mezzo, c'è un'Europa da onorare partendo dalla trasferta della prossima settimana contro il Villarreal. Non avrà il fascino della Champions League ma, per diventare grandi, si devono ottenere risultati anche in ambito europeo e l'Europa League rappresenta una sfida perfetta per gli uomini di Luciano Spalletti. Sforando di appena un giorno, il primo marzo sarà il giorno del primo dei tre derby che si svolgeranno fino a fine anno. Ci si gioca l'andata delle semifinale di Coppa Italia e anche una buona fetta di credibilità nei confronti delle Istituzioni. Se tutto filerà liscio, addio alle barriere. Altrimenti, tutto il lavoro fatto sotto traccia in questi mesi verrà vanificato e le barriere non si sposteranno di un centimentro.

In ultimo, ma non per importanza, questo sarà il mese dello stadio. Nelle prossime settimane Roma e Campidoglio dovranno trovare un accordo e si dovrà decidere sul progetto di Tor di Valle: sì o no, senza troppi fronzoli, perché non ne possiamo veramente più.

Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato un tifoso che ha diffuso un video in cui
Nainggolan parla a ruota libera
(come non vediamo mai fare a nessuno durante le interviste) sulla sfida con la Juve e sul doppio derby con la Lazio. Uno scambio di battute casareccio, spontaneo, che di certo non sarà piaciuto a Torino. Il giocatore non sapeva di essere ripreso (o si fidava di chi teneva in mano il cellulare) e si è lasciato ad andare ingenuamente a una terminologia meno inquadrata, meno diplomatica, meno televisiva e più da bar con gli amici. Ora sarà attaccato da più fronti e da più parti ma siamo sicuri che tutti coloro che grideranno allo scandalo non abbiano mai usato un linguaggio colorito nel privato?
Alzi la mano chi non ha mai parlato male di un collega/conoscente/capo. Chi non ha mai detto cose che, pubblicamente, non avrebbe ripetuto? Ci voleva più attenzione, più cautela, questo sì, ma crocifiggerlo sarebbe ipocrita.