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Focus on Hellas Verona - Nel bene e nel male, la gara di Dimarco. Juric blocca il palleggio voluto da Gattuso ed il Napoli cade. Al Bentegodi finisce 3-1

di Simone Valdarchi
Fonte: Redazione Vocegiallorossa - Simone Valdarchi
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L'Hellas Verona reduce dalla sconfitta di misura contro il Bologna si riscatta e vince per 3 a 1 al Bentegodi contro il Napoli di Gattuso, ribaltando il vantaggio iniziale di Lozano grazie alle reti di Dimarco, Barak e Zaccagni. Tre punti pesanti per gli scaligeri, che chiudono il girone d'andata a quota 30 punti, ottavi pari merito con il Sassuolo. Una vittoria che dà convinzione e morale ai gialloblù, prossimi avversari della Roma in campionato, con la gara che si disputerà allo Stadio Olimpico domenica prossima alle ore 20:45

FIRST REACTION, SHOCK - L'avvio di partita per gli uomini di Juric è da incubo. Calcio d'inizio affidato al Napoli, trascorrono soltanto 8 secondi sul cronometro e Lozano, lanciato da Demme, sfrutta un clamoroso errore difensivo di Dimarco e a tu per tu con Silvestri incrocia con il destro per il vantaggio partenopeo. Il numero 3 del Verona, intervistato a fine primo tempo da Sky, è lucido nell'analisi del suo errore: "Mi sono girato male con il corpo, perdendo di vista il pallone che mi è passato sotto alle gambe". Un infortunio tecnico dettato dalla postura sbagliata del difensore sul lancio lungo. Il gol subito a freddo pesa psicologicamente sui padroni di casa, che impiegano un po' di tempo prima di scrollarsi di dosso l'episodio ed entrare in partita. Nel frattempo il Napoli spreca in un paio d'occasioni le chance per la rete del doppio vantaggio.

IL SOLITO VERONA - Dopo aver trascorso i primi 10 minuti al buio, l'Hellas esce fuori e comincia a fare la sua partita, seguendo per filo e per segno gli ormai noti dettami tattici di Juric, che tante gioie hanno portato fin qui al club veneto. I padroni di casa puntano molto sulla pressione alta, marcando a uomo gli avversari. In modo particolare Barak ha il compito di seguire Bakayoko, mentre ad Ilic spetta Demme. Così facendo il Verona impedisce al Napoli di impostare la manovra in modo fluido, con i partenopei che spesso si affidano all'estro di Zielinski. Il polacco, teoricamente schierato da trequartista nel 4-2-3-1 di Gattuso, si stacca molto dai blocchi e viene a prendersi la palla in posizione arretrata. Inoltre, l'ex Empoli scambia di continuo la sua posizione con Insigne, favorendo gli inserimenti centrali e le giocate a ridosso dell'area avversaria del capitano napoletano. Ad occuparsi della marcatura su Zielinski dovrebbe essere Tameze, che però per larghi tratti fatica a seguirlo e gli concede sempre qualche metro per pensare la giocata. 

In fase di possesso, l'Hellas si schiera a 4 in difesa, con Dawidowicz e Dimarco larghissimi e a turno uno tra Tameze e Ilic che scala andando a fare coppia con Günter. La manovra degli uomini di Juric non è mai troppo articolata, i calciatori cercano giocate rapide in verticale alla ricerca dei trequartisti, Barak e Zaccagni, che con la loro qualità sanno poi creare pericoli. Quando gli spazi sono chiusi, invece, si passa per le corsie esterne, dove Faraoni e Lazovic sono un continuo sostegno alle proiezioni offensive. Per attaccare il Verona predilige l'out di sinistra, con più del 50% delle azioni offensive che si sviluppano su quella fascia. Da quel lato Dimarco, Lazovic, Zaccagni e Ilic scambiano rapidamente e con qualità, bravi nel mettere in atto un fraseggio proiettato sempre verso la porta avversaria. Inoltre, tutti i giocatori in maglia gialloblù attaccano costantemente lo spazio con coraggio e determinazione, consapevoli che la palla potrà arrivare in qualsiasi momento.

DIMARCO: CROCE E DELIZIA - Nel bene e nel male, la gara dell'Hellas è stata caratterizzata dalla prestazione di Dimarco. Impiegato come terzo centrale di sinistra, ha il gravoso compito di difendere su Lozano. Non essendo nato per quel ruolo, le sue difficoltà in marcatura sul messicano sono evidenti. Ogni volta che l'attaccante del Napoli ha modo di puntarlo, il classe '97 va in affanno. Per rimediare a questo tenta spesso l'anticipo, caratteristica riconoscibile in tutti i difensori di Juric, ma i suoi interventi arrivano spesso in ritardo e commette diversi falli. Dall'altra parte però, fino al minuto 56 quando viene sostituito dopo aver speso tantissime energie, il numero 3 è la vera chiave in grado di scardinare la difesa degli azzurri. L'ex Parma percorre costantemente tutto il campo, con una continuità impressionante. Una volta inziata la manovra, si sgancia e parte senza palla, arrivando sempre nei pressi dell'area di rigore avversaria, allargandosi o tagliando il campo a seconda della posizione dei suoi compagni. Questo crea una superiorità numerica in favore dei padroni di casa, poiché Lozano non lo segue a uomo e si disinteressa di lui una volta superata la propria metà campo. Con gli altri difensori del Napoli occupati da i vari Lazovic, Faraoni, Zaccagni, Barak e Kalinic; Dimarco si trova quasi sempre libero di ricevere.

Al 34' arriva il pareggio, proprio a firma Dimarco. Il numero 3 è nella propria trequarti di campo ad impostare. Esce dalla pressione del Napoli grazie ad un uno-due con Lazovic sulla sinistra. Una volta superata la metà campo dà un pallone in verticale per Kalinic. In quel preciso momento, dopo aver scaricato la sfera, viene lasciato da Lozano che fino a quel punto lo aveva rincorso. Intanto l'azione proseuge, Kalinic allarga a destra per l'accorrente Faraoni, che riceve dal vertice destro dell'area e fa partire un cross morbito. All'interno dei 16 metri napoletani ci sono i due centrali del Napoli e quattro giocatori dell'Hellas. Koulibaly tiene d'occhio Barak, mentre Maksimovic è in copertura su Kalinic, ma alle loro spale Dimarco e Zaccagni sono completamente liberi. Il traversone è preciso sul secondo palo, dove Dimarco batte a rete al volo con il destro. L'atteggiamento della squadra di Gattuso in questa circostanza è passivo, ma c'è da evidenziare e lodare la rapidità con cui il Verona ribalta il fronte.

RIPARTENZE - A questo punto l'inerzia della partita cambia. Il Napoli torna a giocare con più continuità nella metà campo del Verona, senza però riuscire a creare occasioni da gol importanti. I gialloblù dimostrano la loro capacità di saper soffrire, chiudendosi anche con 10 uomini dietro alla linea del pallone ed il solo Kalinic leggermente più avanti. Tutti però sono pronti a ripartire in velocità una volta riconquistato il possesso. Nonostante la fantasia di alcuni interpreti, gli azzurri non riescono a trovare spazi in attacco e per Silvestri, dopo un paio di interventi nel primo tempo, la gara è abbastanza tranquilla. Dopo 10 minuti dall'inizio della ripresa, Juric effettua una doppia sostituzione, facendo entrare Di Carmine e Magnani al posto di Kalinic e Dimarco. Questi due cambi cambiano il modo di giocare del Verona sotto alcuni aspetti. Magnani non ha la facilità di corsa di Dimarco e non cerca mai la proiezione offensiva, anche se è bravo a stare sempre vicino a Lozano senza mai dargli campo per partire in velocità. Di Carmine, a differenza di Kalinic, non riceve mai la palla sui piedi, ma attacca la profondità, mettendo in difficoltà i centrali del Napoli.

Il canovaccio tattico non cambia fino al triplice fischio, ma il Verona è in grado di trovare due gol molto simili tra loro per le circostanze in cui nascono. Nonostante le offensive del Napoli, infatti, gli uomini di Juric non rinunciano alla prima pressione alta, chiudendosi negli ultimi 30 metri soltanto quanto gli azzurri riescono ad arrivare attraverso il gioco in attacco. Proprio da questo pressing arrivano le due reti che fissano il risultato sul definitivo 3-1. Al 62' Barak riconquista alto il possesso, magia di Zaccagni che con l'esterno lancia in area proprio per Barak che nel frattempo si è inserito alle spalle di Maksimovic, controllo e diagonale con il sinistro che batte Meret. A poco più di dieci minuti dalla fine, in situazione di vantaggio, il Verona non rinuncia alla pressione alta e Zaccagni è bravo ad intercettare un appoggio sbagliato di Mertens. Nasce un due contro due, con il numero 20 che allarga per Di Carmine. Il centravanti calcia di prima intenzione con il destro, Meret respinge ma il più rapido di tutti è Lazovic che si avventa sul pallone e dal fondo scava un cross morbido sul secondo palo per Zaccagni, che di testa deposita in rete. Il 3-1 sancisce la fine della gara, con il Napoli che sembra perdere la convinzione e non è in grado di mettere in pensiero Silvestri nei minuti finali.

Il tabellino di Hellas Verona-Napoli 3-1 - 19ª giornata di Serie A – Stadio Marcantonio Bentegodi, 25 gennaio 2021

Hellas Verona (3-4-2-1): Silvestri; Dawidowicz, Günter (76' Lovato), Dimarco (56' Magnani); Faraoni, Tameze, Ilic, Lazovic; Barak, Zaccagni (83' Bessa); Kalinic (56' Di Carmine).
A disposizione: Berardi, Pandur, Udogie, Cetin, Ceccherini, Danzi, Colley, Salcedo.
Allenatore: Juric.

Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Maksimovic, Koulibaly, Hysaj; Demme (65' Politano), Bakayoko (83' Lobotka); Lozano, Zielinski (83' Elmas), Insigne (60' Mertens); Petagna (65' Osimhen).
A disposizione: Contini, Ospina, Manolas, Rrahmani, Mario Rui, Ghoulam, Llorente.
Allenatore: Gattuso.

Arbitro: Fabbri.

Marcatori: 1' Lozano, 34' Dimarco, 62' Barak, 79' Zaccagni.

Ammoniti: 16' Demme, 54' Di Lorenzo, 60' Magnani, 71' Koulibaly, 80' Zaccagni.

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