Spalletti: "Qui per continuare quanto iniziato. Pallotta? Bisognerebbe che ci stesse più vicino. Spero che Totti chiuda nel modo migliore". VIDEO!

06.03.2016 18:05 di  Danilo Magnani  Twitter:    vedi letture
Fonte: Roma TV
Spalletti: "Qui per continuare quanto iniziato. Pallotta? Bisognerebbe che ci stesse più vicino. Spero che Totti chiuda nel modo migliore". VIDEO!
© foto di Twitter AS Roma

Il protagonista della puntata di questa sera di Slideshow, programma in onda su Roma TV, è Luciano Spalletti, tecnico tornato a gennaio sulla panchina della Roma. Queste le sue parole sulle foto che gli vengono mostrate.

ASROMA.COM, LO SLIDESHOW DI LUCIANO SPALLETTI: VIDEO!

"Io ne avrei fatto a meno di questo Slideshow (ride, ndr)"

Foto di famiglia.
"Questa è bellissima. Quando avevo quell'età li, ci sta il mio babbo in foto. È stato un grandissimo che io ho perso troppo presto. Queste sono le cose che piaceva fare a lui e ai suoi amici. Non ho più seguito l'usanza toscana della macchina, che però sta ancora nel nostro garage".

Foto con la succursale della Fiorentina.
"Ero agli inizi della mia carriera calcistica, alla succursale sportiva Firenze. Ci sono i miei amici in foto. sono rimasto legatissimo a quei ragazzi. Mi ricordo di essermi preso una bella rivincita perché battemmo la Fiorentina".

Foto con squadre giovanili.
"Qui era un torneo estivo, dopo andavamo a mangiare sempre una pizza. A sinistra era a Chiavari, con allenatore Giampiero Ventura, da cui ho imparato moltissimo. ogni volta parliamo di calcio. è un vero maestro. basta vedere la carriera che ho fatto. ci sta anche Massimo Benedetti. non era possibile al tempo fare il salto dai dilettanti ai professionisti. Lui l'avrebbe meritato di giocare in A".

A Empoli.
"Qui è agli inizi del ruolo di allenatore, finivo da calciatore in squadra con Vincenzo Montella, con cui scambiavo qualche squadra. Fu lui a permettermi di entrare a far parte degli allenatori. La prima squadra mi venne data nel '94/'95. C'erano i play out e Montella mi permise di rimanere in C1 con l'Empoli. poi ci furono 4 anni belli".

Pizarro, Iaquinta e Di Natale a Udine.
"Questi sono tre tipi tosti, avevano una velocità nel far girare la palla. Anche Di Michele era molto forte. Furono tre anni bellissimi conditi da molti gol e qualità che ci portarono in Champions League. Si intravede Nestor Sensini, grandissimo uomo".

Bruno Conti.
"Questo è il mio amico Bruno, che sta nel congelatore perché è sempre uguale. È stato determinante per farmi arrivare alla Roma. Quando ci salutammo, io all'Udinese e lui sulla panchina della Roma, si vedeva che aveva piacere nel salutarmi e darmi consigli. Poi sono stati anche maggiori quando sono arrivato a Trigoria, condividendo insieme 5 anni bellissimi. Un amico, una persona capace, gli rimarrò sempre legato".

Francesco Totti.
"Questa è la storia della Roma, il calciatore più forte del dopo guerra. Io da lui ho imparato molto. Le sue azioni sono state prese come esempio per le giocate da mostrare ai calciatori. io le ho usate con le mie squadre. Ha dato tanto al calcio e a questa società ed è giusto ciò che gli viene riconosciuto. Spero che lui chiuda nella maniera più corretta che gli dice il suo cuore. Mi mette in difficoltà il mio ruolo. Ho assoluto rispetto per l'uomo e la sua carriera".

Il gol all'Inter.
"Questo è un gol bellissimo, il suo colpo è riconosciuto in tutto il mondo. Vincemmo una gara fondamentale e i suoi gol permisero a me di gioire e di farmi alzare delle coppe. Certi le consideravano delle coppettine, ma ci hanno festeggiare a noi tifosi romanisti".

Foto del gruppo del 2005/2006.
"Questa è una parte dei lupi che io ho avuto a disposizione, un gruppo importante. in questi anni qui è stato fatto un calcio bellissimo. Non dare riferimento ai centrali difensivi è partito dall'Empoli con Martusciello. Con Francesco veniva ancora meglio, avendo Mancini e Taddei con i loro piedi e Perotta. Erano curiosi di attaccare e con Totti, che saliva e si buttava dietro gli spazi, o di mettere la palle dietro le spalle, allora è nato quel calcio riconosciuto e apprezzato da tutti".

Antonio Cassano.
"Antonio è un altro dei campioni che ho allenato. Poi sono nati dei fraintendimenti perché non ha gestito bene l'amore che gli veniva concesso. Ha perso di vista un po' di normalità. Forse è il veramente il calciatore che ha assomigliato di più a Totti. Calciare in porta, servire i compagni, è chiaro però che non si deve perdere di vista il contesto di squadra. È la squadra che fa i risultati. Se c'è un grande calciatore senza l'aiuto di tutti, allora diventa difficile vincere. Lui in alcuni momenti pensava di poter risolvere tutto da solo. In dei momenti ci riusciva, ma gli avversari facevano comunque meglio".

Esultanza dopo le 11 vittorie consecutive.
"Momento bellissimo, travolto dall'entusiasmo dell'Olimpico. Ho partecipato alla bellezza della vittoria. Uno dei motivi per cui sono tornato. Bisogna fare un record migliore. Dobbiamo essere più bravi e fare altri record".

Il gol di Mancini alla Gerland di Lione.
"Il doppio passo di Mancini. Gol fatto vedere in tutte le salse per qualità e tecnica. Gol importante nella storia della Roma".

Il 7-1 di Old Trafford.
"Altra data importante. Noi abbiamo giocato tre volte contro di loro, abbiamo perso, pareggiato e anche vinto. Io l'accosto alla nostra vittoria contro gli allora più bravi a livello mondiale".

La Coppa Italia del 2006/2007.
"Una di quelle due/tre coppettine che poi non abbiamo più alzato. Io in casa ho queste foto qui, mi ricordano il boato della Curva, lo sento sempre".

Con Franco Sensi e Totti.
"Belle persone, un grandissimo che è Franco Sensi. Ricorderò sempre quando l'ho conosciuto, con il suo sguardo paterno. Io ero molto preoccupato perché pensavo di non essere desiderato. Mi disse di stare tranquillo e che ci avrebbe pensato lui. Uno dei più grandi presidenti che ho avuto!".

Daniele De Rossi e Alberto Aquilani.
"Questi sono due calciatori della nostra cantera. Alberto è diventato un po' più internazionaele Daniele ha scelto di rimanere sempre con la Roma, diventa quindi una cosa difficile perché sei sempre a contatto con quelli con cui sei nato. Andare all'estero ti rende la vita più facile. De Rossi e Totti hanno scelto la strada più difficle e l'hanno portata in fondo quasi tutti e due, nella maniera più giusta. Loro non sanno l'impegno che gli è costato. Secondo me è troppo buono nel dire che sono il migliore che ha avuto (De Rossi). È un grande giocatore e può dare ancora molto. Sa fare tutto, se tu chiedi lui esegue".

Con la Supercoppa.
"Ogni tanto la riabbraccio, me la sono fatta rifare. Ci sono molto affezionato".

Con amici.
"Questa è bella. Ci sta Fabio Galante, Mei, Siviero, Antonio Della Marina. Io ho conosciuto mia moglie qui, a Porto Venere, si frequentava quel ristorante. Bella foto, amici speciali".

La Toscana.
"Sono molto affezionato a questa casa, la nostra rimessa in Toscana. Ospitiamo turisti, amici, ci sono tutti i miei animali. È vicino a casa mia dove vivo. Quando posso vado lì".

La compagna.
"Questa è la splendida Tamara, la mia compagna della quale sono innamoratissimo. Insieme abbiamo costruito una bella famiglia, resteremo sempre uniti. È una mamma splendida, io sono stato fortunato anche in questo. Prima a incontrare lei e poi ad allenare la Roma".

I figli.
"Questi sono i prodotti di Tamara. Samuele vive a Roma, è un ragazzo studioso, sta facendo la giusta strada. Federico ha scelto invece, confrontandosi con la mamma perché io sono quello ignorante e non mi chiedono niente, di fare un college nel Michigan. Una università dove passa 11 mesi l'anno. Torna a casa due volte l'anno, è un ragazzo d'oro. Poi c'è Matilde, che ci ha fatto ringiovanire dieci anni. Io con gli altri due avevo perso di vista alcune cose per il calcio. Con lei mi accorgo di cosa ho perso con gli altri due. Con lei non faccio questo errore. Sono sotto il tavolo tutte le sere a fare gli animali. Sono la mia vita. L'unica cosa che sta davanti la Roma".

La mamma.
"Lei è ancora bravissima perché è ancora una nonna indipendente che ci invita tutti i giorni a mangiare da lei, perché abituata a ricevere sempre tanta gente. In questo caso stiamo festeggiando con Matilde che le fa gli auguri. Io la sento tutte le sere. Le vogliamo bene".

L'Inter.
"Grandi calciatori con i quali ci siamo confrontati a testa alta ma ci hanno dato dei dispiaceri. Però non siamo stati facili per loro, se avessero potuto ci avrebbero evitati. Siamo stati più bravi di loror in molti periodo diquelle stagioni. Abbiamo vinto di meno ma eravamo al loro livello. Chivu, che ho avuto alla Roma, posso ricordare che prima di una partita avevamo deciso di non farlo giocare. Durante la notte ebbi però due problemi in difesa, allora gli telefonai chiedendogli se potesse venire. Dopo dieci minuti era a Trigoria. Questo per dire che giocatori ho avuto".

Madrid.
"Quando vinci queste partite lo vedono in tutto il mondo. Ogni squadra è battibile. L'importante è sapere dove vuoi andare. Loro furono costretti a scansarsi. Il raccolto di tanto impegno, allenamenti seri, fatti bene, di gente che aveva voglia di determinare il proprio futuro. A Roma se gli dai delle soddisfazioni te le rigirano con ancora più amore. tu gli dai 10, loro ti danno 20".

Catania-Roma.
"Qui ci siamo andati vicini. Noi siamo usciti con un pareggio e l'Inter ha vinto a Parma. Ci fu grande delusione perché tutti ci speravamo. Ce lo ervavmo anche meritato, però poi non è finita come volevamo. Però non ci sono rimpianti, perché abbiamo dato tutto. Ci rimani male ma a testa alta".

La Coppa Italia 2007/2008.
"La seconda Coppa Italia, io ho anche questa. Ho anche la maglia. Le gioie le sento addosso tutte ogni volta che entro dentro gli spogliatoi. Qui ci sono tutti perché furono gli artefici di questa vittoria. Io sono tornato per continuare quanto iniziato e per vedere se avevo ragione. Ero curioso di vedere se quello che pensavo era vero. Io penso che sia una buona squadra che può rientusiasmare i tifosi. Sicuramente con un elemento come lui sarebbe stato più facile".

Roma-Arsenal.
"Pagina amara. Partita che ricordo bene, il campo aveva detto che meritavamo di passare, poi un calcio di rigore ti manda fuori. Ma è il bello di questo gioco. I ragazzi se la sarebbero meritata".

Lo striscione dopo le dimissioni.
"Io questo affetto del pubblico romanista l'ho sempre sentito, non avevo bisogno di cartelloni. Tutte le volte che sono venuto mi hanno sempre salutato con amicizia. La stima è reciproca, infatti poi lasciai e detti la possiblità di prendere il mio posto ad un altro. Arrivando sesti era giusto passare il testimone, la squadra faceva fatica a ritrovare gioco. Finì il primo pezzo di storia romanista".

A torso nudo allo Zenit.
"Foto al centro sportivo dello Zenit, allora dopo una vittoria ci facemmo fare delle foto per far capire dove lavoriamo e allor feci una foto da solo per fare il bischero".

Carlo Ancelotti.
"Grandissimo uomo e amico che merita tutto. Ho imparato molto da lui e gli sono stato vicino perché a Madrid sono andato a vederlo lavorare. Secondo me in Italia insieme a Lippi è il più grande di tutti. Col Bayern potremmo apprezzare il suo calcio. E' un po' pinocchietto perché diceva sempre che voleva venire alla Roma, quando ci siamo incontrti gli ho messo a disposizione la panchina ma non si è voluto sedere. Per noi della Roma sarebbe un successo vederlo qui. A me farebbe piacere poter tifare la Roma allenata da lui".

James Pallotta.
"Questo è il nostro presidente in versione ultras. Ha entusiasmo, ci tiene tantissimo, vuol vincere, pensa di trasmettere molte cose alla sua squadra. È un positivo, una bella persona. Bisognerebbe che ci stesse più vicino, sarebbe più facile prendere il suo segnale. È molto di più di quello che sembra"

Sabatini e Baldissoni.
"Sono i miei amici quotidiani e non li cambierei con nessuno. Sono stati cordiali con me, mi hanno fatto un grande regalo, permettendomi di tornare qui. Io sono in debito con loro e devo contraccambiare la loro fiducia".

La sua collezione di maglie.
"(ride, ndr) Questa è la parete di casa mia, ci sono calciatori che ho allenato o che ho apprezzato da avversario. Questa è la prova che ho molte maglie di Totti. Ora però mi viene un timore, che i tiratori scelti diranno guarda le maglie di Totti, le ha messe tutte in panchina (ride, ndr). Invece gli ho dedicato un posto tutto per lui. Noi abbiamo apprezzato tutte le sue performance. Ne ho volute altre perché la sua carriera è lunga e il suo periodo con la Roma è stato bello e intenso. Inoltre è cambiato anche il colore negli anni e io ce le ho tutte".

A Trigoria.
"Questa la voglio anche io perché è bello lo stemma della Roma che ti spinge e ti guarda le spalle. Ti sostiene e ti aiuta a vedere un futuro bello coloroso. Il giallo, l'arancio, il rosso, indicano tante cose. Sono colori forti e dobbiamo esserlo anche noi".

Una vita da Spalletti.
"Io le ho fatte veramente tutte, anche il militare. Giocavo a calcio, poi venni chiamato e lasciai amici e squadra. Fu un brutto periodo ma utile per la nostra nazione. Anche in quel periodo ho fatto le cose seriamente: certo, mi divertivo come fanno i miei calciatori, andando in giro la sera e cercando di fare qualcosa di diverso. Però solo qualche volta. È stata una bella vita, diversa, fatta di tanti pezzi forti che fino a questo momento mi hanno accompagnato e dato una crescita importante. Diciamo che ne ho passate un bel pezzo, ma penso di averne da passare un altro pezzo altrettanto bello. In questo mi aiuterà la mia famiglia e la Roma".